Il nido delle coccinelle: Caipiroska e compleanni

Finalmente sabato. Il fine settimana è la parte che ognuno di noi preferisce, quella che tutti sperano arrivi in fretta per mettersi un vestito carino, andare a ballare, sbronzarsi e dire cose che la domenica mattina, quando dormirai fino al pomeriggio, non ti ricorderai già più.

Il sabato sera “tipo” a quell’età era proprio questo, magari non era necessario sbronzarsi o dormire fino all’una ma se non uscivi potevi iniziare a spararti e a trovare un modo per affrontare i giorni a venire.

Era appena iniziato Novembre, il classico ponte dopo Halloween aveva tenuto le scuole chiuse per un paio di giorni quindi i contatti tra Desy e il nostro nuovo amico erano stati abbastanza limitati. Quella mattina la sveglia suonò in ritardo e non riuscii a prendere il solito autobus nonostante le corse a perdifiato, molto più faticose di qualsiasi altra mattina infrasettimanale.

Arrivai alla fermata tutta trafelata, rossa in faccia per il freddo e a momenti cadevo dal marciapiede per una buca che non avevo proprio visto.

Guardai l’orologio, erano le 7.55, decisamente troppo tardi.

Decisi di tornare a letto, mandai un messaggio a Desy per avvertirla e prima che mi rispondesse per infamarmi con tutta la sua fantasia ed impegno, spensi il telefono e cercai la complicità che c’era stata fino a un minuto prima con le mie calde lenzuola.

15.32 avevo dormito davvero troppo. Sgranai gli occhi come se avessi appena visto un fantasma, scattai giù dal letto e mi precipitai sotto la doccia spogliandomi a tratti tra il corridoio e il bagno per affrontare una probabile uscita serale.

Mi ritrovai, come ogni volta, davanti al mio armadio pieno zeppo di vestiti a pensare “e ora che mi metto?” dev’essere una caratteristica tipica delle donne: 3500 opzioni, nessuna valida.

Certe volte ci penso e non trovo risposta, penso a me stessa imbambolata per interminabili minuti a guardare, girare e rigirare sempre i soliti capi senza mai trovarne uno che vada bene e mi sento idiota. Dico come si fa a non avere  mai le idee chiare con tutto ciò che un armadio a due ante contiene? Voglio dire, tra tutte le scarpe, gli accessori e i modelli di maglie, abiti e pantaloni che una ha, non è possibile non trovare al volo qualcosa da indossare.

E invece lo è, e non sono la prima a dirlo. Siamo un mondo sconosciuto noi ragazze.

<<Mari muoviti, ti avevo detto alle 21 e sono già le 21 e 3 minuti, sei sempre in ritardo!>> ormai mi ero fatta la nomea di chi porta l’orologio per bellezza e Desy urlava già sotto al mio balcone.

In borsa c’era tutto, il trucco e i capelli erano al loro posto. Scesi e ci avviammo verso il centro.

<<scusami per stamattina ma la sveglia a volte fa brutti scherzi!>>

<<tranquilla non hai perso niente, la prof di mate non ha spiegato e quella di storia ha corretto gli esercizi che io non avevo fatto…poco male, li avevo copiati tutti poco prima che iniziasse la lezione>> sempre la solita furba vagabonda.

Il solito giro in centro si era rivelato noioso come la maggior parte delle volte, ma mi faceva piacere avere sempre qualcosa da dire, qualcosa di cui parlare a macchinetta e argomenti sempre nuovi da affrontare magari che non c’entravano niente o dei quali a nessuna delle due fregava, però i vuoti e quelle pause imbarazzanti di silenzio che ci sono a volte, tra noi non sono mai esistite.

Una volta, un sabato come tanti, io e lei entrammo in un pub in cui c’era molta gente e dopo esserci sedute ed aver ordinato i nostri drink mi capitò di non avere niente da dire e forse in quel preciso momento non aveva niente da dire nemmeno lei, così siamo state zitte.

A un certo punto però, quel silenzio che non pesava affatto, si trasformò in una grossa risata.

Perché? Non ne ho idea, so solo che ci guardammo negli occhi girandoci una verso l’altra in contemporanea e pur non avendo niente per cui ridere ridemmo a squarcia gola.

Queste siamo noi.

Comunque, il pub dove era nostra abitudine trascorrere le serate tranquille quella sera era stranamente pieno, alcuni ragazzi facevano troppa confusione e di tavoli liberi ce n’era rimasti davvero pochi, prendemmo l’unico anche se era fuori sotto il tendone riscaldato e aspettammo che qualcuno in quella marmaglia di gente ci portasse un menù.

<<probabilmente c’è un compleanno, ma si festeggiano così il compleanni al giorno d’oggi?>> mi disse con aria disgustata mentre la guardavo con un punto interrogativo stampato in fronte.

<<non mi dire che non vedi nulla di male a festeggiare un compleanno qui ti prego, il tuo sarà molto più…molto più…più festeggiato! Mari, compi 18 anni non puoi non ricordare per bene questo giorno!>> continuò e io pensai che aveva ragione, mancavano meno di 4 mesi a quello che doveva essere il compleanno più importante della mia vita e ancora non ci avevo pensato, Desy invece lo stava facendo diventare il compleanno più importante della storia del mondo.

<<Desy stai tranquilla, qualcosa troveremo, magari invitiamo qualcuno di scuola, magari no…>> intanto era arrivata la cameriera. Era la stessa di sempre: mora, carnagione molto scura, occhi chiari, portava un grembiulino blu fin sopra il ginocchio con su stampato il nome del pub e con una voce zuccherosa ci chiese cosa poteva portarci.

<<due caipiroska per favore>>

Avremmo potuto semplicemente dire “il solito”, il caipiroska era ormai diventato il nostro solo e unico drink, sarà per le fragole a pezzetti, per la tonnellata di zucchero che ci mettono dentro o per quel filo di vodka, ma era davvero troppo buono per cambiarlo con un altro.

<<ok ho capito, sarò costretta a pensarci da sola alla tua festa>> non fece in tempo a finire la frase che sentii una presenza alle mie spalle. Mi girai e, strano ma vero, era proprio lui.

<<Leo, che ci fai qui?>> gli occhi di Desy brillavano già. <<senti che confusione, qualche cretino pensa di divertirsi a festeggiare il compleanno in un posto del genere, usciamo fuori?>>

<<no, veramente non posso,>> rispose tranquillo lui cercando di farsi capire alla meglio, <<sono venuto con dei miei amici, uno di loro compie gli anni!>> a quell’affermazione non potei fare a meno di ridere, mi coprii la bocca con le mani quanto potevo per non far vedere la curvatura delle mie labbra ma il rumore del mio sghignazzare sotto i baffi si sentiva anche con la musica. Desy rimase impietrita con un sorrisino e un’espressione sul volto di chi si vergognava come un ladro.

<<venite, vi posso far conoscere qualcuno>> propose Leo non capendo il motivo delle nostre risa.  <<no, grazie>> disse Desy scandendo le parole con calma <<stavamo giusto andando via, ci vediamo!>>.

Quest’ultima frase la disse un po’ più velocemente, poi mi prese per un braccio e appena fuori dal locale, lontano dalla vista di tutto scoppiai in una fragorosa risata che superava anche il normale timbro della mia risata più grassa.

<<è stato troppo divertente, non potevi immaginare che faccia avevi!>> continuavo a ridere.

<<si certo, le nostre solite figure di merda! Chissà cosa penserà adesso…>>

<<lascia perdere>> dissi cercando di trattenermi <<andiamo da qualche altra parte a prendere un altro caipiroska.>>

 

caipiroska

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...