Dolci ma non troppo: necci e castagnaccio

Siamo già al 20 novembre…l’autunno è inoltrato da un po’, i suoi colori sono esplosi in ogni angolo, le foglie degli alberi iniziano ad adagiarsi a terra, i rossi tramonti inondano il crepuscolo di queste ormai corte giornate e le temperature sono ancora molto miti. Quindi, dato che il freddo per adesso non ne vuol sapere di sopraggiungere e di ridurmi a una perenne “pantofolaia” in vestaglia e dato che nei miei pochi momenti liberi ho ancora voglia di mettere le mani in pasta piuttosto che di infilarmi sotto il caldo plaid a farmi una cultura cinematografica, oggi ho deciso di (ri)parlare di dolcini caratteristici di questa stagione e soprattutto del mio territorio.

Nel paese in cui abito, il comitato festeggiamenti, organizza ogni anno la festa d’autunno: nella piccola piazza centrale vengono allestiti diversi banchetti con le più svariate ghiottonerie adatte per tutti i gusti. 
…si va dalla classica schiacciata all’olio, molto quotata dai bambini, alle zonzelle fritte, ai panini ripieni, le frugiate, per finire poi con l’area dolciaria troneggiata da necci, frittelle di castagne, migliacci e castagnaccio. Credo che sia stato proprio grazie a questa festa, a cui ho partecipato per ventiquattro anni senza mai farmela sfuggire, che le mie papille hanno sviluppato l’amore per la farina di castagne…negli ultimi anni poi è diventata quasi una dipendenza tale da sentirne la mancanza!

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I necci e il castagnaccio, in particolare, sono i due elementi che preferisco in assoluto, oggi infatti voglio soffermarmi proprio sulle ricette classiche utilizzate per realizzare queste due delizie:
Il castagnaccio, come anche i necci, hanno delle preparazioni molto semplici: il primo è una specie di torta di solito cucinata in basi quadrate o rettangolari, fatta dell’ingrediente principale, la farina di castagne, aggiungendo acqua, sale, olio di oliva e insaporendo a proprio gusto con uvetta, rosmarino, noci o pinoli. Ogni regione poi ha trasformato il castagnaccio a seconda delle proprie tradizioni, alcuni infatti lo farciscono con mele e cannella, altri con il cioccolato o addirittura frutti rossi o creme. Personalmente io non amo il tipico castagnaccio toscano, quello riportato anche sulla ricetta di Giallo Zafferano o di Butta la pasta, perché è molto “basso” e tutti questi ingredienti aggiuntivi lo rendono troppo saporito per i miei gusti, infatti io di solito utilizzo solo l’impasto di base e lo cuocio semplice ma in una teglia più piccola così che rimanga alto e morbidino.

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Passando ai necci, loro assomigliano più a una crepe…sono infatti cotti su una piastra tonda sopra la quale viene posto e fatto espandere l’impasto fino a diventare una frittella marrone e finissima che ognuno può riempire con crema di nocciole oppure ricotta oppure entrambe. Il composto per i necci è esattamente come quello del castagnaccio, ma per questi ultimi non si aggiungono altri ingredienti oltre alla farina, l’acqua, l’olio e il sale come possiamo vedere dalla ricetta di Senti che profumino perché il loro gusto verrà esaltato dalla farcitura. I miei preferiti sono quelli con la ricotta, magari impastata con un po’ di zucchero, ma anche qui ognuno può sbizzarrirsi a creare combinazioni diverse a seconda della propria fantasia.

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Spero che anche queste ricette vi siano utili per preparare degli ottimi dessert o delle sfiziose merende, una buona giornata a tutti e alla prossima 😉

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