Miele

Voglio partire in dolcezza già dal titolo, dato che devo farmi perdonare per quel brutto sfogo pieno di parolacce che ho scritto qualche giorno fa…

Ormai siamo vicini a Natale e a tutto ciò che ne precede e ne consegue, quindi oggi voglio parlare un po’ di festa, di gioia, di famiglia, ma soprattutto di regali. Non perché sia una persona materiale che collega le festività solo a questo tipo di ricordi, ma perché ogni giorni davanti agli occhi ho uno dei regali a cui sono più affezionata da anni e anni e credo che lui meriti un posto, anche piccolo, su questo blog.

La prima volta che lo vidi stava su uno scaffale all’interno di un supermercato. Se ne stava lì immobile, ovviamente, seduto e con quell’aria da pacioccone.

Io e mia madre avevamo appena finito di fare la spesa, eravamo alla cassa quando lo notai e le dissi “mamma, guarda bello quell’orsacchiotto! Prendiamolo!”

Ma lei era di fretta, credo che quella fosse proprio l’ultima spesa prima delle feste, quindi mi disse che l’orsacchiotto era in effetti molto bello, ma che forse saremmo tornate e l’avremmo preso un altro giorno…

Chissà quando, pensai. Non avrei più rivisto quel tenero orso di peluche, ne ero sicura.

Natale arrivò anche quell’anno e come ogni volta era pieno di calore e di magia…Scesi le scale con gli occhi ancora appiccicati come ero solita fare, senza neanche sciacquarmi la faccia e inchiodai la corsa in fondo, dopo aver sgranato le pupille alla vista di tutti quei regali sotto l’albero spoglio fino alla sera precedente.

È sempre stata tradizione per noi lasciare un piattino con dei biscotti e un bicchiere di latte sopra il mobile in caso Babbo Natale fosse affamato, una sorta di ringraziamento verso quell’uomo barbuto, così controllai che avesse spolverato tutto poi mi precipitai in camera dei miei per farli alzare dal letto e procedere con lo scartamento.

La carta dei regali che frusciava e si scartocciava era uno dei rumori che preferivo di più in assoluto, sentire le canzoncine in televisione mentre strappavo con foga l’involucro di ogni dono…

Sarà stato il caso, il karma o forse il mio tipico sesto senso a voler che lasciassi da ultimo il pacchetto più morbido.  “lo so cosa c’è qui dentro” mi ripetevo, me lo sentivo.

Squarciai la colorata carta proprio all’altezza del muso e ne venne fuori un piccolo nasino di plastica dura, marrone e lucido. Piano piano poi scoprii anche gli occhietti neri e lucenti, le zampotte imbottite e il colorato fiocchetto che aveva intorno al collo.

Era lui, l’orsacchiotto di peluche di cui mi ero tanto innamorata in quel supermercato adesso era tra le mie braccia e la scintilla tra di noi scattò per la seconda volta, tanto che iniziai a giocarci da subito!

Ero molto felice, ero stata (per l’ennesima volta) accontentata, ma dopo qualche giorno l’entusiasmo svanì e lasciai l’orsetto da parte, nel mucchio con tutti gli altri giocattoli.

Si sarà sentito molto solo…tanto voluto, e già abbandonato…

Ricordo bene la scena di quando la carica tornò a impossessarsi di me, andai a cercarlo e non c’era più.

Dov’era finito? Ci volevo giocare di nuovo, ma lui non era nella cesta e neanche in giro per la stanza, sparito.

Lo ritrovai seduto e un poco impolverato in camera dei miei genitori, gli detti due o tre colpetti sulla testa e sulla pancia per scuoterlo dalla polvere, poi lo presi in braccio e lo portai al piano di sotto. Con le piccole forbicine verdi che tenevo nell’astuccio di scuola gli tagliai via il fiocchetto che aveva intorno al collo perché mi dava l’impressione lo strozzasse, tagliai anche l’etichetta e gli infilai la maglietta di un bambolotto tra i tanti che avevo.

Non avevo ancora scelto un nome per lui, ma me ne fu suggerito uno molto adatto…è beige come lui e gli orsi veri lo mangiano: Miele.

Sono passati molti anni ormai, credo quindici o poco meno, e tanta ne è passata di acqua sotto i ponti da quei tempi lontani…ma lui è sempre qui. Nel corso degli anni mi era vicino quando stavo bene, quando stavo male, quando avevo la febbre lo infilavo sotto le coperte insieme a me, durante le vacanze estive lo portavo in campeggio e lo piazzavo sopra il lettino in roulotte, quando piangevo lo stringevo forte e lo inzuppavo tutto di lacrime… A differenza di molti altri giochi o pupazzetti di cui mi sono liberata o che sono andati logorandosi, lui ha un’attenzione particolare.

Ogni tanto penso che mi seguirà anche nella mia futura casa, che lo metterò su una mensola sempre ben in vista, che non lascerò che i miei figli ci giochino ma racconterò loro la sua storia… Per adesso ha preso il suo posto definitivo sopra i cuscini in fondo al matrimoniale nella mia minuscola cameretta e nessuno lo smuoverà più di li per nessun motivo, fino a data da destinarsi.

Il suo pelo è un po’ sciupato, logico, ma ogni tanto lo spazzolo…attorno al nasino si è formata una striscia di marrone più chiaro, segno di scolorimento, e gli occhi sono tutti graffiati però a volte mi capita ancora di parlarci…quando trascorro periodi bui mi capita di prenderlo, adagiarlo vicino a me e addormentarmi insieme a lui ♥

images orso

Che altro posso dire? Per qualcuno forse tutto questo sarà strano, ma per me Miele è stato un po’ come una copertina di Linus e una volta affezionata è diventato come un pezzo del mio personalissimo puzzle della vita.

Spero di essere stata abbastanza dolce, dovevo recuperare e mi sono concessa un diabetico aneddoto. Con questo credo sia il momento di prendere una pausa festiva…

Auguro a tutti moltissimi auguri di Natale e Felice Anno Nuovo sperando che sia sempre migliore e che tutti i sogni vengano, prima o poi, realizzati.

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A risentirsi a Gennaio, baci!

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