Consigli letterari: non dirmi che hai paura

Non so se ho mai accennato al mio lavoro prima d’ora, ma non credo di aver affrontato l’argomento…in realtà non è un vero e proprio lavoro, sto svolgendo il servizio civile nazionale quindi non posso dire di avere un comune impiego e soprattutto non posso dire di sentirmi sicura nei miei panni parlando di futuro, so che tutto questo fra un anno (9 mesi, per la precisione) sarà finito, ma io sono una che cerca sempre di portare a termine ogni cosa col massimo dell’impegno ed è proprio così che mi sto comportando anche in questa occasione…anche perché mi trovo bene, le persone sono piacevoli partendo dai responsabili fino ai “colleghi” e la biblioteca è uno dei luoghi che ho scoperto amare di più quindi non posso proprio lamentarmi! Già, una scrittrice in biblioteca…un’amica ha detto che è il posto giusto per me e sinceramente spero davvero che lo sia perché, nonostante tutto, sto ancora cercando la mia strada e sto rivalutando parecchio tutto ciò di cui ero convinta esser convinta e lo sto mettendo in discussione…se ci fosse un posto per me li dentro, una volta giunto a termine questo anno, ne sarei solo felice.

Comunque, tornando alla questione principale, l’altro giorno entra in biblio una signora distinta accompagnata da una ragazzina bionda…alzo lo sguardo mentre stavo battendo alcune cose al computer e dopo aver dato la buonasera ad entrambe ho fornito loro una penna per compilare la schedina d’ingresso, un piccolo foglietto su cui scrivere i propri dati che ci serve per stilare delle statistiche e far sapere a tutti che la nostra biblioteca comunale è frequentata e amata da molti…una volta finita questa operazione vedo la signora dare di gomito alla figlia e invitarla a porre la propria richiesta, così anche se la figliola pareva un po’ timida, si è fatta coraggio ed ha chiesto tutto d’un fiato “vorrei sapere se avete il libro non dirmi che hai paura, di Giuseppe Catozzella”

In quel momento mi è venuto un flash back, sapete, uno di quei ricordi che ti riaffiorano in testa quando meno te lo aspetti e che durano un secondo ma a te pare una vita…
L’estate scorsa infatti stavo svolgendo un tirocinio presso una cooperativa sociale con sede nel paesino vicino al mio il cui servizio principale è un doposcuola per bambini e ragazzi. Ogni tanto, il pomeriggio, venivano organizzate delle attività e quando venni a sapere che sarebbe venuto un libraio a parlare di un libro-novità di quel periodo rimasi piuttosto colpita da questo fatto…sinceramente credevo che il malcapitato sarebbe uscito depresso perché nessuno lo avrebbe ascoltato, invece notai che i ragazzi partecipavano con entusiasmo facendo molte domande e mostrandosi interessati mentre lui introduceva la storia di Samia. La trama è incentrata su questa ragazza africana, di Mogadiscio, con la passione per la corsa che vuole fuggire dal suo paese in guerra per rincorrere il suo sogno: partecipare alla olimpiadi di Londra del 2012. La storia di Samia è commovente ed emozionante, mi è entrata dentro e non mi ha più lasciato. Catozzella la racconta con uno stile semplice e diretto, lasciando che sia Samia a parlare. Il libro è una specie di diario scritto in prima persona in cui l’autore fa sembrare sia lei stessa a raccontare la sua storia e, secondo il mio modesto parere, ti prende tanto da non voler più smettere di leggere! Alcune parti scorrono più veloci ed altre più lente, ma nel complesso è scritto molto bene quindi non risulta affatto pesante, nonostante l’argomento che tratta sia di grande sofferenza nonché attualità. Samia mi è rimasta talmente nel cuore da voler consigliare la lettura della sua storia a chiunque mi chiedesse consigli su un buon racconto ed effettivamente è quello che sto facendo anche adesso seppur i consigli non siano stati richiesti

Quella ragazzetta, l’altro giorno, ha risvegliato in me il ricordo di un’estate con molto, moltissimo tempo libero, passata sul dondolo a leggere in attesa che calasse il sole. Giuro che questo libro è stato quello che mi è durato meno in assoluto, divorato in talmente poco tempo che mi erano avanzati troppi giorni prima della scadenza data dalla biblioteca in cui l’avevo preso in prestito quindi l’ho passato a mia madre e l’ha mangiato anche lei…
Per la cronaca, ho dovuto dire alla biondina che purtroppo (e ripeto purtroppo) non disponiamo di una copia in questo momento e che, visto il corriere fermo fino al 7 Febbraio, non avrei potuto neanche ordinarle una copia presso un’altra biblioteca…che peccato! Sarebbe davvero un peccato se rinunciasse a leggerlo, credo che la prima cosa che farò domani sarà inserire “non dirmi che hai paura” nella lista dei libri da comprare a breve… Già, mi farebbe proprio piacere vederlo sullo scaffale

Qualcuno di voi l’ha letto? Mi farebbe piacere sentire le vostre impressioni! Aspetto commenti, baci

catozzella-l-2

“Non devi dire che hai paura, piccola Samia. Mai. Altrimenti le cose di cui hai paura si credono grandi e pensano di poterti vincere”.

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