Le maestre delle elementari

Ogni tanto le vedo passare davanti casa mia, chiatte chiatte portandosi dietro il peso del loro importante deretano, che se ne vanno al fiume a prendere un po’ d’aria fresca. Ogni volta che passano, puntuali come orologi svizzeri ogni giorno verso le 8 e le 18 quando il sole non brucia, i miei cani se le mangiano vive perchè le sentono chiacchierare con talmente tanta verve che nemmeno il cicaleccio delle cicale sugli alberi copre il loro tono di voce tipico di due vecchiette a passeggio.

Già, perchè è questo che sono ormai: due anziane signore con gli occhi segnati dal tempo, due signore composte, eleganti e simili a Stanlio e Ollio che gironzolano per il paese…ma io non è così che me le ricordo!

La più alta e snella, Licia, era la mia maestra di italiano mentre la più bassa e cicciotta, Alba, era quella di storia e geografia.

Nonostante fossi in prima elementare e avessi appena cinque anni ho impressi i loro faccioni nella mente come se fosse ieri e sento come se quelli che hanno adesso non fossero i loro, come se nella mia testa sarebbero dovuti rimanere com’erano…giovani, realativamente giovani, e senza i capelli bianchi ne le rughe o l’andatura sbilenca.

Uno dei momenti che ho più impressi sulla maestra Licia riguarda un compito in classe: lei era brava, buona, aiutava sempre e se poteva evitava di farti lasciare il foglio in bianco spingendoti a pensare e migliorare. Non aveva un carattere particolamente socievole, ma con i bambini ci sapeva fare e forse è anche per questo che il suo umore era migliorato dopo la nascita della sua prima nipote, Aurora.

Quel giorno di ormai vent’anni fa, il compito in classe era un tema e io con i temi ci andavo a nozze. Mi piaceva già molto scrivere e amavo quando la traccia era libera, senza limiti alla fantasia. La figlia della mestra Licia lavorava in una panetteria quindi non capitava di rado che lasciasse la bambina alla nonna e lei la portava spesso e volentieri in classe…la teneva seduta ad un banco vicino a se e la faceva disegnare però, di tanto in tanto, la piccina piangeva e frignava quindi la Licia se la metteva sulle ginocchia e vedeva se riusciva a farla addormentare. Proprio quel giorno successe una situazione simile, una volta finito il mio compito consegnai il tema alla cattedra e, una volta che la mestra l’ebbe letto mise il suo voto. Ai miei tempi non c’erano ancora le numerazioni e i voti venivano espressi in sufficiente-buono-distinto ecc. Il mio era un bell’ottimo ma, avendo in braccio la bimba, la Licia si limitò a scrivere un ovale seguito da un punto che stava ad indicare una O. di OTTIMO.

Tutta contenta torno a casa, faccio vedere il compito alla mamma e lei che mi dice? “sei sicura che questa sia la scrittura della mestra?”

non si fidava mica!

Avoglia a dire che lo era, che quella O era così brutta perchè Aurora le stava in braccio…

A ripensarci ora mi viene da ridere, per me era la normalità che in una piccola scuola di paese dove erano più le maestre che i bambini succedessero cose del genere, ma effettivamente bastava spostarsi pochi chilometri più avanti per capire che più di 4o minuti di ricreazione con le maestre raccolte nel cucinotto a chiacchierare e bere caffè non era una cosa poi tanto in regola XD

La mestra Alba invece aveva uno sguardo arcigno, dei piccoli occhi porcini, degli occhiali spessi e un piccolo corpo grassoccio. Portava sempre le unghie lunghe senza smalto e, anche se fa schifo, ricordo che quella del mignolo lo era un po’ di più perchè le piaceva grattarsi con quella l’interno dell’orecchio.

Insegnava storia e geografia ed era una specie di tiranna, una buffa ma concreta Signorina Trinciabue. Era conosciuta per le sue parti di merda e per questo era temuta un po’ da tutti, pretendeva tanto dai suoi alunni…tanto che una volta, dopo esser stata i giorni precedenti  studiare come una matta per l’interrogazione, proprio quel giorno mi svegliai senza voce. Caspiterina!

Mia madre mi mandò a scuola comunque, mica potevo rinunciare ad un’intera giornata soltanto per un’interrogazione, e mi disse di riferire alla maestra dell’accaduto, sperando che lei avrebbe acconsentito a rimandare alla settimana successiva.

Con quel gracchiare ridicolo mi presentai in classe e al momento della chiamata dei nomi degli interrogati mi avvicinai timida alla cattedra e dissi alla maestra Alba che non ce la facevo a rispondere alle sue domande. Glie ne fosse importato qualcosa…mi disse che non era una buona scusa per rimandare e che avrei dovuto fare la mia verifica comunque.

Ricordo quel giorno come quello in cui ho ufficialmente iniziato a mangiarmi le unghie.

Giuro, non l’avevo mai fatto prima…ma in quel momento, sola davanti a tutti i miei compagni che ridacchiavano per via della mia voce, preferii mettermi le mani in bocca e sdradicarmele piuttosto che continuare a parlare, passando così per tutto ciò che non ero: una che non sapeva un cavolo, che non aveva studiato e che era pronta ad usare la scusa delle corde vocali per sgambarsela.

Buffi certi ricordi, ti rimangono in testa più di altri e non sai neanche perchè…

Ne ho avute anche molte altre di insegnanti ovviamente, sia in quel periodo che in altri periodi del mio percorso scolastico, e per ognuno/a ho aneddoti diversi da raccontare. Chissà…magari loro, con le continue passeggiate lungo la mia via, hanno scatenato una catena di racconti…O magari no XD

Eccole lì, anche adesso…dopo tanti anni ancora insieme, ancora amiche, ancora logorroiche proprio come quando non sapevano venir via dal cucinotto per rientrare in classe pure se ormai il caffè era freddo.

 

 

 

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14 thoughts on “Le maestre delle elementari

  1. Tu sei giovane in confronto a me. Io avevo la maestra unica, che ti insegnava tutto: italiano, metematica, scrittura, buone maniere, geografia, storia, scienze, ed anche a farti il nodo alle scarpe.
    In 5° elementare cambiai maestra e per fu un trauma, dato che arrivò una zitellona fetida e ben poco materna.
    Ho ancora gli incubi.

    K!

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  2. Io ho avuto parecchie maestre alle elementari.
    In prima c’era la maestra Adele e una giovane che però era una supplente.
    In seconda c’era ancora Adele che si occupava di italiano, storia e geografia, mentre la maestra Maggi, la vicedirettrice, faceva matematica, scienze e francese. La Maggi era famosa perché cattiva.
    Adele alla fine del secondo anno, per incomprensioni ed incompatibilità con la Maggi, ha deciso di andare in pensione.
    In terza è arrivato il maestro non ricordo il nome. Lui era professore di italiano e storia, aveva anche fatto delle supplenze alle medie e così, in terza elementare, ci ha proposto il programma di analisi logica e grammaticale che di solito si fa alle medie… poi ha vinto il concorso per le medie ed è andato via anche lui.
    In quarta hanno affiancato alla Maggi la maestra Marta che si era appena diplomata alle magistrali (4 anni, quindi aveva 18 anni e noi 9/10… la vedevo grande!!!). Adorava i miei temi!!! Lei è rimasta con noi anche in 5a e, nonostante abbia finito le elementari nel 1986, insegna ancora (infondo aveva 18 anni, quindi ora ne avrà 48).
    La Maggi nel 1986 aveva 67 anni. Dopo di noi ha lasciato la cattedra continuando ancora per qualche anno ad insegnare francese e tenendo il suo ruolo di Vice Direttrice. Era divorziata e viveva con due chiwawa, il Charlie e la Pepi.

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      1. sì, soprattutto della Maggi che mi obbligava a mangiare l’insalata piena di aceto dicendomi di pensare ai bambini poveri dell’Africa (ed io che pensavo: “dategli la mia insalata che io non la voglio”)

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  3. Bellissimo questo post!
    La mia maestra (cattivissima è dir poco…era il nostro incubo, simulavamo malesseri quotidiani per assentarci!) aveva una figlia più o meno della nostra età, che però frequentava un’altra scuola, essendo di un’altra città.
    A volte però quando da lei non c’era scuola la portava da noi, se la sistemava in un banchetto accanto alla cattedra e le faceva anticipare i compiti. Con sua figlia era più cattiva che con noi 😀 e io immaginavo come doveva essere la loro vita tra le mura domestiche

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