Ogni volta che spegni la luce

Certi dolori non li guarisce neanche il tempo.

Non passano, non si placano, nonostante l’impegno che ci metti per farli perdere di colore, loro non impallidiscono.

Restano tali come lame nelle vene, come ferite sempre aperte che cicatrizzano dall’esterno…diventano del colore della carne, restano solo poco poco in rilievo tanto per non perdere completamente di importanza, cosí che se tante le volte ci passi un dito sopra li senti che sono ancora lì…scorrono insieme al sangue, arrivano alla testa e a volte agli occhi…spingono, spingono per venire fuori ma lo sanno che dagli occhi non ci passano, ti fanno credere di volersene andare ma in realtà lo fanno solo per vederti piangere.

Solo per farti credere di poterci mettere una pietra sopra.

Invece sono subdoli, viscidi, ormai ti si sono insidiati dentro al cuore e neanche un paio di pinze ben piazzate possono aiutarti a liberartene. Ti basta poco per farli riaffiorare…una foto, un rumore, un pensiero, tornano a galla come fottuti cadaveri non ancora putrefatti e continuano a gironzolarti nel mare del cervello…ma più aspetti che qualcosa se li porti via, più loro ti tormentano.

Inizi ad avere allucinazioni, a vedere cose che non esistono, a sentire voci familiari, a fare sogni strani…e spesso ti svegli nel bel mezzo della notte sperando che ciò che è accaduto te lo sia solo immaginato, ma bastano pochi secondi per capire che invece è tutto vero.

Arrivi a sederti in capo al letto, guardi fissa il soffitto bianco, respiri a fatica e ti passi le dita su e giù sopra le tempie. Su e giù, su e giù, premendo sempre più forte e ti ripeti “adesso basta, adesso basta” come se dirlo ad alta voce scoraggiasse i tuoi fantasmi a venirti a trovare nel sonno. Ci provi, quasi credi che possa funzionare ma ad un certo punto crolli…devi sdraiarti, le palpebre non ce la fanno più a sorreggere il peso del giorno, la notte si fa sempre più scura e, nel momento il cui il tuo viso appoggia sul cuscino, sai che puoi fare di tutto ma il dolore arriverà sempre…sempre, ogni volta che spegni la luce.

Il dolore fa brutti scherzi, il dolore ti fa dire e fare cose di cui magari un giorno potresti pentirti, venderesti l’anima al diavolo pur di non sentire più quegli occhi gonfi e quel singhiozzo strozzato…eppure lo sai che da ogni esperienza impari qualcosa, che tutto ti fortifica, ma in quel momento ciò che ti interessa è solo smettere di soffrire.

Dicono che ci sia un posto in ognuno di noi che non è visibile a nessuno…è la nostra parte più intima, il lato oscuro della luna, quello che mostri solo a te stessa…e io ci credo, io ci credo che esista una specie di oblio nel quale rifugiarsi, nel quale spedire i momenti peggiori per poi andare a ripescarli quando sei troppo felice ma hai voglia di piangere…credo in questa stanza nascosta e credo che ci sia una chiave per aprirla ma non per chiuderla: anche se pensi di aver relegato là dentro le cose di cui non vuoi neanche più sentir parlare, un giorno ti guardi allo specchio e scopri che sono tutte nel tuo riflesso.

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