E niente…

Ci sono alcune mattine in cui mi sveglio bene ma poi, inevitabilmente, c’è (quasi) sempre qualcuno che scaglia il mio buon umore contro il muro e lo fa rimbalzare stile pallina da tennis trasformandolo in pessimo e facendolo tornare indietro per finire dritto dritto in fronte a me.

Ieri era una di quelle strane -poche- volte in cui mi sono svegliata e sono saltata giù dal letto come una cavalletta ubriaca di buoni propositi: ho rifatto subito il letto, mi sono tolta lo smalto e ne ho messo uno nuovo di un colore sfavillante, ho ravviato i capelli, mi sono sorrisa (mi sono sorrisa??) allo specchio, ho nascosto ben bene il regalino che io e Davide abbiamo preparato per l’anniversario dei miei -cosa di cui mi vanterò in seguito 😉 – e ho dato pure una spazzatina in camera dato che la sera avevo lasciato trucioli di gomma da cancellare da per tutto, dappertutto! Dopo mi sono fatta una doccia, mi sono vestita, ho mangiato la buona pasta al pomodoro fresco che mammina mi aveva preparato e poi sono entrata a lavoro.

E niente…l’idillio è finito.

Finito, sfumato, disintegrato!

Mi piace il mio lavoro, non fraintendetemi, però…erchè esiste la gente così maleducata, stronza, presuntuosa e inetta? Anzi no, perchè esiste la gente così maleducata, stronza, presuntuosa, inetta e scellerata? Anzi no, no! Perchè esiste la gente così maleducata, stronza, presuntuosa, inetta, scellerata e dannatamente irritante?

Perchè esiste la gente? Ogni tanto mi da noia appartenere al genere umano, stesso fottuto genere di alcune fottute persone con cui mi scoccia pure dividere l’ossigeno.

Il fatto è che non avevo mai lavorato al pubblico in modo così costante, così diretto e non avevo mai lavorato al pubblico in un esercizio pubblico quale è la biblioteca. Chi ha un negozio può sicuramente capirmi però vi giuro che qui è molto molto peggio.

La gente pretende! Pensa che siccome sei seduto su quella poltrona e sei un dipendente comunale non fai un tubo dalla mattina alla sera, non ti sudi lo stipendio e magari chiedi pure a qualcuno di passare il badge al posto tuo mentre tu sei comodamente assente e intento a farti una seduta di bellezza estetica.

NON è così. O per lo meno non per me, in questo anno io ho lavorato e ho fatto il mio nelle mie 6 ore al giorno esattamente come qualsiasi altro lavoratore. Ovvio che c’è una differenza di mansioni, magari l’impegno fisico e psicologico è minore, magari ci sono stati dei momenti morti in cui mi sono seduta a leggere il giornale…ma questo giustifica i comportamenti di quella gente? No, ditemelo voi…

Ogni giorno la stessa storia:

Che siano le 8 del mattino o le 2 del pomeriggio, la tizia bionda meshata che si sente tanto figa strizzata in quei jeans a vita alta che le fanno la forma del culo entra, passa davanti al bancone, fa finta che io sia invisibile e passa oltre. A regola paga la retta sui “buongiorno”, “buonasera” e “arrivederci” altrimenti non mi spiego perchè le faccia tanta fatica mettere in pratica gli amorevoli consigli della buona educazione che i suoi genitori sicuramente le hanno dispensato più e più volte senza che -evidentemente- lei li abbia mai ben capiti. Ecco a voi la maleducata, e non è certo l’unica, ma è l’unica che mi faccia venire voglia di farle lasciare contro il muro la forma della sua faccia.

Passiamo oltre. Come ogni essere umano che si rispetti anche a me crescono i peli e, siccome ho appuntamento dall’estetista questo sabato, non posso certo farmeli prima del tempo altrimenti la tipa cosa strappa? Peccato che questa biblioteca sia frequentata da una reginetta del ballo sempre perfetta nei suoi vestitini metà coscia che gironzola insieme alla sua “scorta” con l’aria di chi ce l’ha e ce l’ha d’oro. Si vede che mi ha preso in antipatia, forse pensa che sia una raccomandata o forse pensa che il mio modo di camminare e di comportarmi voglia metterla in ombra quindi, la stronza, ridacchia sotto i baffi ogni volta che mi vede e fa gesti esagerati con le mani quando da ordini a quegli stolti che la seguono come cani. Puttanella, se ti becco fuori a prendermi per il culo vedi come ti passa la voglia!

Eccoci arrivati alla presuntuosa: IO <<buongiorno>>

LEI <<mi hanno rubato il portafogli, rivorrei la tessera della biblioteca>>

IO <<se ne aveva già ricevuta una al momento dell’iscrizione glie la posso rifare ma costa 3 euro>>

LEI <<non è che l’ho persa, me l’hanno rubata!>>

IO <<mi dispiace, questa è la regola, non posso rifargliela a gratis>>

LEI <<io ora ti cerco la denuncia dei carabinieri, ti faccio vedere che c’è scritto “tessera della bilioteca” e per principio me la rifai a gratis, capito?>>

Coooosa? Bella stella, datti una calmata che la tessera te la rifaccio a gratis poi te la ficco…mmm…!!

Sono le 5 del pomeriggio, rientro dalla pausa caffè ed ecco che una piccola dolce bimba picchia come una forsennata sui vetri dell’acquario appena rimesso a nuovo per il quale abbiamo speso un occhio della testa. Ma porca paletta, dov’è la madre? Al bancone. Insieme agli altri due figli, una grande e uno piccolo, e -apparentemente fatta di cocaina e crack tagliati male- sta cercando di spiegare quale libro serve ai demoni (da leggere entro l’inizio della scuola, ovviamente, come se non mancasse una settimana). Ma, entusiasta dei colori tropicali dei pescetti, ecco che arriva la dolce bimba, afferra il vestito della madre e attacca con “guarda mamma, mamma, guarda i pesci mamma, i pesciolini mamma, mamma, vieni mamma vieni a vedere mamma, mamma i pesci mamma, i pesciolini mamma, i pescetti i pescetti colorati mamma, sono gialli mamma, sono verdi mamma, c’è l’erba dentro l’acqua mamma, mamma i pesciolini mamma, nuotano mamma, vieni mamma, mamma”.

E ovviamente che fa la mamma inetta? La ignora. Già, perhè alla gente piace tanto mettere al mondo i figlioli, ma perchè cazzo poi non li educa a starci al mondo?? Cristo Santo…

Con non poca fatica siamo arrivati all’esempio di scellerata, che non so nemmeno se sia la giusta parola per descrivere quella cara signora che mi ha chiamato tutta infervorita. Le sue esatte parole sono state “senta, io sono una signora che è isieme ad altre signore e che si stava cercando di chiamare perchè da stamattina siamo tutte senza luce, fate qualcosa perchè così non si può stare” ed io, secondo voi, cosa dovevo farci?

Eppure l’ho detto: “pronto, biblioteca”, l’ho detto!! E questa mi ha scambiato per l’Enel e mi sta pure facendo una parte di merda perchè il centralino era sempre occupato! E quindi? Quindi, come se non bastasse nel frattempo che io cerco di far capire alla vecchia sclerata che non so proprio come aiutarla ecco che arriva chi, signore e signori?? L’irritante faccia di culo che entra, non saluta, sbatte i libri da restituire direttamente lanciandoli sul bancone e se ne va tranquilla e beata a scegliersi altro. Fortuna che l’ho vista farlo, altrimenti finiva come sempre quando c’è fila, quando la gente pare che non abbia il tempo di stare cinque minuti ad aspettare di avere udienza, lascia i libri sul bancone in un angolo e se ne torna a casa poi capita che qualcuno di noi invece di fare la restituzione al pc li scambi per già restituiti e li metta sul carrello per poi riporli a scaffale. Passa un mese, arriva l’avviso di ritardo, la signora viene chiamata al telefono per sollecitarla a riportare i libri e ci viene detto “guardi che io l’ho resi, l’ho appoggiati sul bancone” e allora ci tocca andare a scaffale e cercarli uno ad uno per constatare che ci sono e poi richiamare la testa di beep e scusarsi, oltretutto!

E niente…a volte torno a casa e ho i capelli ritti e una voglia matta di uccidere qualcuno. Però non preoccupatevi, tra un po’ mi scade il contratto quindi invece di assillarvi con le mie lamentele sulla biblioteca vi assillerò con i problemi di una disoccupata depressa XD

Ciao cari, a presto 😉

Annunci

16 thoughts on “E niente…

  1. Avere a che fare con “la gente” è sicuramente problematico.
    Vale per te, come per le cassiere al supermercato, o per i dipendenti degli uffici postali o quant’altro.
    Io stesso ho a che fare con clienti, ma per fortuna in modo assai limitato.
    Certo che la prima virtù è la pazienza, unita alla capacità di non arrabbiarsi. La maleducazione è ovunque, sta a noi riuscire a combatterla ed a sopportarla.
    Però spero che il tuo lavoro abbia anche dei lati positivi, credo che una biblioteca sia comunque un luogo interessante, no?
    Ciao

    K!

    Liked by 1 persona

    1. Sì assolutamente! Infatti ho specificato che il mio lavoro mi piace e continuerei a farlo se lo stato non mi buttasse fuori a calci in culo, però a volte è davvero stressante avere a che fare con certuni. Anche se sei uno paziente ti senti costretto ad andare in bagno nel primo momento libero e sbottare proprio perchè non lo puoi fare davanti a loro e ti tocca sorridere e cercare di mantenere la calma il più possibile. Ma io dico, la gente non se ne accorge proprio eh? Immagino di no…

      Liked by 1 persona

  2. La telefonata più ridicola che ho ricevuto io a lavoro è stata:
    IO: Pronto NOME AZIENDA
    SIGNORA: Buongiorno, sono XXX ho bisogno di un’informazione…
    IO: Mi dica…
    SIGNORA: Di fianco a voi c’è la filiale di Banca Intesa. Visto che non mi rispondono al telefono, può andare a vedere perché?

    Mi piace

      1. Ma figurati!!! Per uscire dall’azienda avrei dovuto timbrare e, di conseguenza, prendere almeno 15′ di permesso!!! Per fare un favore ad una sconosciuta??

        Mi piace

  3. Non c’è limite all’arroganza umana, e non sarà l’ultima fighetta che ti capiterà nella vita… purtroppo! Porta pazienza, ma spero che ti rinnovino il contratto, così la rospa ti vedrà ancora al tuo posto e i capelli gli si arricceranno per la rabbia. Poi ci dirai cosa avevi fatto di bello con la matitina, visto che hai spazzato le briciole della gommina 😉
    P.s.- Qui a Palermo, c’è una signora che attende la bombola del gas dal 2006, ma io ero l’addetto acquisti di una ditta di trasporti pubblici 😛

    Mi piace

  4. Generalmente, uno si immagina la biblioteca come un luogo dove si sta in apnea per non far rumore e si cammina in punta di piedi. Ma così sembra una fiera, ci mancano i botti d’ artificio e siamo a posto! 🙂

    Mi piace

  5. Mi hai ricordato il periodo in cui ho lavorato in un negozio: ogni giorno una avventura da raccontare, sia piacevole che spiacevole…c’erano clienti adorabili, che col tempo erano diventate persone a cui volevo proprio bene e che mi è dispiaciuto lasciare, altri invece odiosi o che arrivavano come dici tu proprio per rovinarti la giornata; ho visto ladri, matti da legare nel vero senso della parola, personaggi stranissimi, uomini bellissimi…Ad ogni modo trovo che “la gente” sia comunque sempre sorprendente! 🙂
    A lavorare con il pubblico se ne vedono davvero di tutti i colori….ma porta pazienza e continua a sdrammatizzare e sorridere! 😀

    Mi piace

    1. Sicuramente è anche merito loro se torno a casa la sera e ho qualcosa da raccontare, ma alcuni andrebbero proprio seppelliti…di ladri ne abbiamo anche noi, riesci a crederci? Dopo una settimana neanche dall’acquisto de “La ragazza del treno” era già sparito! Probabilmente gli hanno tolto l’antitaccheggio sradicandolo con le mani e se lo sono portato via. Roba da matti!

      Liked by 1 persona

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...