Pezzi di storia: SARA (due anni)

23 Agosto 2014, due anni. Da un anno ho una lettera pronta per lei in uno dei tanti documenti word che campeggiano sul mio pc, ma non ho mai avuto il coraggio di dargliela. E forse mai ce l’avrò, chissà.

Dopo quello che abbiamo passato e che eravamo ancora pronte a passare insieme, adesso mi sento come svuotata di ogni memoria, di ogni ricordo, tutto mi sembra pesante e inarrivabile nella mia mente.

Come fosse successo un incidente, che ne so…un fulmine che mi ha colpito e mi ha lasciato senza passato, senza chance di un futuro.

Ogni volta una fitta di dolore mi attraversa il cuore e arriva fino agli occhi, ma non posso fare a meno di pensarla…le foto, gli oggetti, le stanze, tutto mi ricorda di lei.

Lei e noi, che come sorelle ci tenevamo sempre per mano e affrontavamo insieme ciò che la vita ci proponeva: gli ostacoli, le cose belle, quelle brutte, i nostri anni migliori, i fidanzati, i pianti, le risa…

Tutto. Insieme, senza riserve.

Credo di essere stata una buona amica, lo posso dire? E credo che anche lei, nonostante certe volte il suo carattere distratto abbia dimostrato il contrario, lo sia stata per me.

C’era quando splendeva il sole e andavamo al parco mezze nude per tentare di abbronzarci già i primi di Maggio, c’era quando io non avevo la bicicletta ma lei ne aveva due e mi dava quella di sua nonna con tanto di cestino, quando ero triste per i brutti voti, quando la pazienza coi miei “nonni” era finita, c’era al primo compleanno in pizzeria, quando per passare le serate siamo passate dal cinema al pub e dal pub alla discoteca, quando mi sono innamorata di quel tale che mi trattava male e mi ha rotto un dente, c’era quando ci siamo incontrati, presi e lasciati. C’era quando volevo in tutti i modi dimagrire, veniva a correre con me, mi seguiva, mi incitava. C’era nei miei momenti peggiori, quando mi sembrava che mi cascasse addosso il mondo lei era lì a sorreggerlo con le sue braccia possenti e le sue larghe spalle da nuotatrice o da armadio, quando nella mia vita è arrivato Alex, quando dopo il diploma non trovavo lavoro e mi sono buttata su un corso d’animatrice di comunità, quando vomitavo per il troppo alchool…

Io c’ero quando ai compiti in classe voleva un suggerimento, quando era triste per i brutti voti, quando era malata e per non annoiarsi facevamo i biscotti. C’ero quando la pazienza con suo padre era finita, quando per passare le serate siamo passate dal cinema al pub e dal pub alla discoteca, c’ero quando si è innamorata su internet di quello stronzo di Belluno che la prendeva per il culo, c’ero quando si sono incontrati, presi e lasciati. C’ero quando, parlando di lui o di altro, le davo consigli ma lei non li seguiva, quando si è tagliata i capelli cortissimi e poi non tornavano bene dopo lavati, quando dopo il diploma non trovava lavoro e si è buttata su un corso di estetista, quando ha avuto il coraggio di fare finalmente quello che le piace. C’ero quando la passavo a prendere sotto casa anche se lei non lo faceva mai, quando è bocciata alla patente, quando credeva che Federico sarebbe rimasto sempre e solo un amico. C’ero quando le piaceva quel tizio al mare ma lui non la filava, quando mangiava i wurstel a merenda, quando dopo quel bacio dato di sfuggita si è sentita tanto male, quando -dopo essere tornata single- dava confidenza a chiunque, quando passava le serate in macchina con quel cretino che diceva di volere una cosa seria, quando vomitava per il troppo alchool…

Dove si è rotto il filo di seta che ci univa?

 

Qualcuno -un’amica con la quale esco- mi ha detto che parlo di lei come si parla di un amore finito.

Giusto, è giusto…è così che mi sento…

A forza di navigare nei ricordi alla ricerca di una possibile causa per tutto quello che ci è successo dal 2011 in poi, da quando tutto ha iniziato piano piano a sgretolarsi, mi sono imbattuta in Davide. Sì, perchè di fidanzati ne avevo avuti, ma lui è stato il primo con cui convivere, il primo per tante cose, l’unico su cui ho puntato davvero tutto. E lei…lei per me era sempre la solita Sara, la mia Sara, io la sua Martina, niente e nessuno dal mio punto di vista avrebbe potuto cambiare ciò che c’era fra noi. Eppure, nonostante cercassi di farglielo capire in tutti i modi possibili, la presenza di Davide così costante e così profonda nella mia vita lei l’aveva presa come un’invasione di campo.

Con questo non che io voglia darle tutta la colpa, anzi! Sono la prima a dovermi battere il pugno sul petto, di sbagli ne ho fatti molti… Ero -e dico ero perchè adesso vuoi le esperienze, vuoi la crescita, vuoi un accurato esame di coscienza non lo sono più- una persona molto egoista. Tendevo sempre a voler spiccare sugli altri, a schiacciarli, a metterli all’angolo. Ero una a cui piaceva avere in mano la situazione, una nella quale i sudditi avrebbero dovuto riporre il potere, una che prendeva decisioni insindacabili e facevo molta fatica ad accettare i no, a sentirmi dire di aver sbagliato, a trovare costruttiva una critica.

Ricordo una volta, era il suo compleanno…ma era anche quello di Davide, sono nati con due giorni di distanza. Avevano deciso, come ogni anno da quando uscivamo tutti insieme, di festeggiarlo insieme nel primo sabato utile. Quell’anno il programma era di andare a ballare una volta finita la cena e una volta mangiata la torta, spente le candele, cantato “tanti auguri”, quindi andai a comprarmi un delizioso vestitino verde apposta per quella serata. Peccato che, pochissimi giorni prima della data, Sara mi abbia fatto vedere il vestito che si era comprata per se e, caso ha voluto, che fosse il solito. Identico, stesso modello, stesso colore. Non riuscivo ad accettarlo, volevo in tutti i modi che lei cambiasse vestito, che se ne mettesse un altro di un altro colore, fatto diversamente, che si distinguesse da me che avevo preso quel vestito per il compleanno di Davide! Lei non poteva averlo uguale, non poteva! Alla fine lei non cedette, indossò quel vestito e io pure, ma la tensione data da quella sua scelta si tagliava col coltello.

Caspita, era anche il suo compleanno, sono stata egoista e ripensandoci adesso mi dispiace da morire. Di questa come di molte altre situazioni, di molti comportamenti, di tutte le cazzate.

Alla fine potevo anche mettermelo in un’altra occasione quel cazzo di vestito verde no? Ce ne sarebbero state altre per sfoggiarlo in presenza di Davide, perchè dovevo rompere per forza le scatole a lei sapendo che essendo il suo compleanno aveva il sacrosanto diritto di avere la precedenza di scegliere di mettersi quel che le pareva?

E lo so che detto in questo modo appaio una persona orribile, però pensandoci a posteriori non posso fare a meno di dichiararlo e di sentirmi orgogliosa di me stessa per il cambiamento che ho fatto, per il percorso che ho intrapreso in completa solitudine che mi fa essere ciò che sono oggi. Del passato non rinnego niente, l’ho già detto più volte, ed è anche grazie a lei se ora posso dire di essere una persona che mi piace e che -fossi in chi ho accanto- vorrei avere vicino.

Ritornando alle “cause”, una volta che il mio rapporto con Davide si fece più regolare e consistente, Sara iniziò a cambiare.

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27 thoughts on “Pezzi di storia: SARA (due anni)

  1. Quando in un’amicizia importante uno dei due si fidanza, cambiano gli equilibri, che spesso e volentieri diventando veri squilibri. Si dice che quando uno si fidanza perda un paio di buoni amici, e purtroppo pare proprio sia così.

    Anche su questo ho scritto… è proprio vero, siamo tutti sotto uno stesso cielo, sottoposti alle stesse esperienze!

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    1. Forse…ma non sono sicura che sia stato quello che ha più di tutto distrutto la situazione, nei prossimi articoli infatti cercherò di analizzare bene quello che è successo e che secondo me ha portato definitivamente alla rottura, però sicuramente una buona parte della “colpa” ce l’ha avuta anche la gelosia.

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    2. Io non credo che si tratti tanto dell’essere gelosi (che pure ci può stare) della relazione con l’altro, quanto delle limitazioni che questa impone, giocoforza all’amicizia. Ci si sente messi da parte, depauperati del ruolo primario che avevamo nella vita dell’altro, o almeno in molti casi è così.

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      1. In effetti se due sono amiche per la pelle, e poi una trova fidanzato, l’altra si sente un po’ ‘tradita’ e messa da parte. Credo sia naturale.
        Accade ovviamente anche tra noi maschietti ed in effetti accadde anche a me.

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      2. Però bisogna anche vedere come si comporta l’una con l’altra perchè io non le ho mai dato modo di farle sentire la mia “mancanza” o di farla sentire messa da parte solo perchè c’era Davide come presenza costante nella mia vita…
        Raccontaci la tua storia se ti va, io la leggerei volentieri…

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  2. Ciao! A quanto ho capito parli di un’amicizia finita. Io ho vissuto la stessa situazione, eravamo amiche praticamente da una vita, ci siamo conosciute in prima elementare e ci siamo perse dolo 14 anni. Sicuramente le colpe sono sempre al 50% ma con il senno di poi ho capito tante cose. Ho capito che la nostra era un’amicizia che ormai si basava sui ricordi, non c’era mai nulla di nuovo. Era come se la crescita fosse stata il nostro nemico. Subito dopo le scuole medie che facemmo sempre insieme, lei scelse i suoi studi mentre io presi due anni “sabatici”, in quel periodo lei era l’unica mia distrazione perché la mia vita era abbastanza piatta e fin qui tutto bene. Quando però io decisi di riprendere in mano la mia vita, iscrivermi a scuola e vivere davvero, le cose cambiarono. Era come se lei non accettasse che anch’io avevo qualcosa da fare durante il giorno, che avevo conosciuto altre persone e che avevo delle cose da raccontare. Doveva essere sempre lei al centro dell’attenzione, e le cose peggiorarono quando mi fidanzai. Pian piano lei si è allontanata da me, mi raccontava bugie (tra l’altro palesi) e mi trattava sempre come se fossi io quella che stava sbagliando. Ha cercato di farmi sentire in colpa quando dopo mesi ci siamo viste per un chiarimento e non ha ammesso di avere anche lei una piccola responsabilità di quello che era successo. Ora sono circa due anni che non ci vediamo e non ci sentiamo e io sto molto meglio! Ho capito che era un’amicizia soffocante e che spesso dietro ai suoi consigli si nascondeva il desiderio di tenermi a bada quando lei avrebbe avuto bisogno di me. Sono stata una stupida a non capirlo prima! Scusate per il commento lunghissimo!

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    1. Non preoccuparti, mi ha fatto molto piacere che tu abbia commentato e avuto voglia di raccontare la tua storia che, oltretutto, è davvero molto simile alla mia. Questa cosa del non ammettere gli errori è una cosa che ha sempre avuto anche Sara, da sempre…non ne è capace, o almeno non lo era e questo rendeva difficile anche parlarci e cercare un chiarimento perchè io so e sapevo di aver sbagliato e lo ammetto e lo ammettevo, lei li avrà capiti i suoi errori? Mah…Comunque se ti sei accorta che adesso senza quella presenza stai bene tanto meglio così…

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      1. Esatto. Il fatto è che pensandoci ora mi rendo conto che anche quando la nostra amicizia andava bene lei aveva questi stessi difetti. Forse però io non li vedevo e forse non mi toccavano perché con me non lo aveva mai fatto prima. Si, te lo confermo. Senza di lei sto meglio, anche se spesso nei primi tempi sentivo la sua mancanza o forse la mancanza dell’abitudine di lei. Ora voi non siete più amiche?

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  3. Torno su questo post in seguito a una pulizia della casella e-mail da tutte le notifiche, e “Jole, mia cara Jole, la lingua batte dove il dente duole!”, lo sai che non riesco a schiodare dal rancore per quella tizia che, appena trovato l’omo (presentato da me!!!) si è dileguata, mettendo di fatto lui in condizioni di fare lo stesso!

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