Pezzi di storia: SARA (e la Croazia)

Siamo arrivati ad Ancona già stanchi, abbiamo mangiato in un parcheggio in attesa di fare la fila per imbarcarci e una volta sopra abbiamo avuto la fortuna di trovare un buon posto sul ponte dove sistemare i nostri sacchi a pelo. La prima settimana l’abbiamo trascorsa sulla riviera di Makarska, bellissima! Il nostro appartamento -dopo mille beghe per trovarlo viste le scarse indicazioni dell’agenzia- non era comodissimo perchè era in cima ad una salita sulla quale ogni giorno ci lasciavamo la frizione e perchè non era affatto vicino al mare come ci avevano detto. Stava al secondo piano di una palazzina di proprietà di una vecchietta molto tenera, era pulito, spazioso e alla tv si vedeva Dmax in italiano però a Sara non andava bene. Da una parte aveva ragione, c’era sempre da prendere la macchina per spostarsi ma da una parte era anche meglio così, no? La riviera è talmente ricca di paesini da visitare e belle spiagge che restare fermi in un punto sarebbe stato uno sbaglio.

Il primo giorno lo abbiamo dedicato alla spesa, tanto ormai era pomeriggio quindi tanto valeva sistemarsi e far partire la vacanza dal domani. Trovammo diversi supermercati ma non conoscendoli abbiamo optato per un Lidl non lontano da casa. Ed ecco i primi problemi seri: Davide non fa colazione quindi non beve latte e non mangia biscotti ne frutta però ogni tanto mangia la brioche e gli piace tanto la pasta, a Sara non piace quello, non piace quell’altro e di pasta ne mangia poca, io e Federico si mangia tutto, contiamo i soldi perchè non si può spendere più di tanto, se finiscono i piatti di carta non si ricomprano, la pasta la mettiamo contata, ma io la carne non la mangio. Aiuto. Non ci saremmo trovati d’accordo mai! Lei che guardava sempre allo spicciolo, Davide che spingeva per prendere più pasta perchè lui colazione non la fa e lei che spingeva per lesinare su tutto, pure sul pane. Però quando siamo andati ad aprire i biscotti e facevano schifo, Sara ha pensato bene di non mangiarli e di puntare sulle brioche.

“che facciamo li buttiamo?” le chiesi “si buttali, fanno cacare” mi rispose. Ma non erano anche quelli soldi buttati? Per prendere un pacchetto di pasta in più fai storie ma buttare un chilo di biscotti -seppur orrendi- appena avviati non ti turba? C’è qualcosa che non va. Per inciso, li ho mangiati tutti io.

Nei giorni successivi usavamo il suo cellulare per trovare i posti da visitare perchè, di comune accordo, avevamo deciso di attivare l’offerta della TIM che ti da un tot di minuti e un tot di Gb a 3 euro al giorno. Essendo la vacanza di 14 giorni, ci siamo divisi i 42 euro in modo equo, peccato però che a parte il navigatore (che usavamo tutti), i minuti di chiamate, gli sms e l’internet rimanente non fosse esattamente speso da tutti allo stesso modo. Lei infatti stava a mezz’ore al cellulare per chiamare casa e navigava su facebook in continuazione mentre noi altri spendevamo sì e no cinque minuti al giorno a testa, e pagavamo uguale. Di questo però nessuno ne ha fatto parola, solo che quando è stata l’ora di riscuotere ovviamente a Sara non è neanche passato per la testa di farci uno “sconto” o qualcosa di simile, si è presa i suoi 10 euro e chi s’è visto s’è visto.

Ricordo bene quel giorno in cui siamo andati a Medjugorje. Ci siamo alzati di buon’ora e ci siamo preparati per la gita fuori porta. Non distava molto, ma le strade lì sono strane quindi ci abbiamo messo più del dovuto, senza contare poi che il navigatore sembrava non capire bene e ci ha fatto sbagliare più di una volta. Cos’ha pensato bene di fare Sara a quel punto? Offendere Federico come se non ci fosse un domani. Povero figliolo, glie n’ha dette di cotte e di crude perchè lui era alla guida e non capiva dove andare, lei teneva in mano il navigatore e non capiva dove andare, nessuno capiva niente e loro due litigavano come a volersi scannare.

Inutile descrivere la tensione e l’aria pesante che si respirava certi giorni.

Quando è arrivato il momento di rifare i bagagli e spostarsi a PAG eravamo tutti entusiasti perchè ne avevamo sentito tanto parlare  e non ci sembrava vero di poter vivere una settimana (la settimana di ferragosto poi) in mezzo a feste in spiaggia, musica, mare, piscina, discoteche e chi più ne ha più ne metta! Io e Davide siamo sempre stati meno “festaioli” rispetto a Sara e Federico, ma in vacanza si sa, tutto è possibile.

Per fortuna questa volta l’agenzia ci aveva mandato un tizio che ci ha accompagnato all’appartamento. Non mi sembrava vero: bello, luminoso, ad un metro dalla spiaggia e dai servizi. La padrona era una vecchia un po’ stronza, ma si poteva sopportare no? No. Sara aveva da ridire anche lì…dov’era la vita? Dov’erano i giovani? Dov’erano le bancarelle, il rumore, il divertimento? OK, posso darle atto del fatto che avevamo fatto male i conti. Il nostro alloggio infatti era sì vicino al mare e tutto quanto, ma era a Oktok PAG, non a Novalja come previsto. Per arrivare  Novalja e quindi a Zrce Beach e quindi al centro del divertimento ci voleva circa un quarto d’ora di macchina. A me non dispiaceva sinceramente essere finita fuori dal casino costante di quella cittadina, però riconosco che era scomodo fare avanti e indietro tutte le volte. In ogni caso non mi pareva ci fosse da farne un dramma come ne faceva lei! Ogni giorno era un lamento, ogni giorno. “Ma perchè abbiamo preso la casa qui? Ma perchè non siamo vicini a quella spiaggia? Ma perchè qui non c’è niente? Ma come facciamo ad andare la?”.

Giuro, se non fosse stato che l’isola di PAG offre moltissime belle cose da vedere e scoprire che ci impegnavano le giornate, io credo che l’avrei uccisa.

Ovviamente anche qui si è ripresentato il problema della spesa, del disordine allucinante che lei lasciava in giro per casa e in più, signori e signore, c’è stato anche il problema del bagno. Mentre nell’altra casa ce n’erano due, qui ce n’era uno solo e subito mi sono accorta di cosa volesse dire convivere con Sara e le sue manie, le sue abitudini. Prima di tutto ha occupato tutto lo spazio: il porta asciugamani era suo, il porta saponetta era suo, il bordo vasca dove appoggiare i saponi era suo, pure la mensola sotto lo specchio era occupata dalla sua pochette. Poco male, se non fosse che ogni sera, dopo essersi lavata i denti, nel lavandino lasciava scie di dentifricio masticato ovunque. Ma dai, ma le regole della buona convivenza dove sono finite? Ma cosa cavolo le stava succedendo poi?? Sapete quante volte sono stata a dormire a casa sua…tante. E non mi è mai sembrata così disordinata, sciatta, egoista e insolente! Sì, anche insolente perchè una sera, dopo aver trovato l’ennesimo schifo nel lavandino, a Davide è partita la bambola. è tornato in camera e mi ha detto “io ora glie lo vado a dire”. E così ha fatto.

“scusami Sara, va bene che ognuno c’ha le sue abitudini ma ti par tanta fatica pulire il lavabo dopo che hai fatto quello che dovevi fare?”

“perchè scusa?”

“perchè lasci il dentifricio”

“eh vabbè” è stata la sua risposta “anche voi lasciate la tavoletta alzata”

“si ok, ma non è la stessa cosa. Noi non la lasciamo sporca. Questa cosa del dentifricio può dare noia.”

“anche a me mi da noia la tavoletta alzata va bene?”

Era parecchio alterata, ed era pure nel torto! Anche Federico a quel punto è uscito dal suo silenzio e le ha detto “Sara, effettivamente Davide ha ragione”. Ha mangiato anche lui, l’ha fatto a pezzi con lo sguardo, l’ha cotto e poi mangiato.

La sera successiva, dopo essere tornati dal mare, siamo andati tutti quanti a lavarci. Ho lasciato che andassero per primi i ragazzi, poi mi sono fiondata nel bagno, mi sono fatta la doccia, mi sono pettinata e…ho lasciato la vasca piena zeppa di capelli incrostati e avvolticciolati su stessi! Faceva schifo anche a me (pure se erano capelli puliti) e questa cosa è andata contro i miei principi, ma almeno imparava! Dopo che anche lei si era fatto la doccia sono tornata in bagno a truccarmi e la vasca era pulita, nei giorni successivi il lavandino non ha mai più visto sbrodoli di dentifricio. A mali estremi, estremi rimedi!

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7 thoughts on “Pezzi di storia: SARA (e la Croazia)

    1. Questo collega è un sudicio allucinato! Certe persone secondo me non si curano delle cose “di tutti” perchè pensano che una volta fatto il suo, cdi chi viene dopo chi se ne frega…anche se sinceramente mi madre mi dice sempre “se lo fa fuori lo fa anche in casa” ma io stento a credere che questo tizio in casa propria si comporti in modo così schifoso! Anche Davide a lavoro ha un collega simile e proprio come voi anche nel suo reparto hanno pensato di monitorare le soste in bagno del tizio in questione…che tristezza però, un po’ d’educazione…

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      1. Io credo che queste persone a casa si comportino in modo diverso, anche perché nel mio caso il collega ha famiglia con moglie e 2 figli piccoli, ed io non posso credere che a casa propria sia così sudicio.

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  1. Condividere gli spazi è sempre una dura prova per un rapporto, tanto è vero che in barca e in camper, dove gli spazi sono limitatissimi, tante amicizie finiscono.

    Comunque la tua amica occupa gli spazi più o meno come mia figlia, io dovrò capire prima o poi questa necessità di segnare il territorio in maniera così eclatante, e pure il pezzo del paragone con la tavoletta alzata mi ricorda tanto il padre di mia figlia, che pure messo con le spalle al muro davanti ai suoi torti deve argomentare con le ragioni più improbabili.

    Gente che, generalmente, resta sola.

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    1. Sola non è, te lo posso assicurare…so soltanto che l’anno scorso Sara è andata in vacanza con Rossella, l’amica su cui si è riversata tutta la sua amicizia dopo che la nostra è finita e quando ho saputo che stavano organizzando una settimana in appartamento ho pensato “aiuto, ora lo vede anche lei il delirio di cui Sara è capace” e infatti quando sono tornate Sara ha scritto sul suo profilo facebook una roba tipo “una settimana bellissima che vorrei tanto poter ripetere lasciando da parte quelle piccole incomprensioni”. Siccome rossella non ha commentato, vorrei proprio sapere cosa ne pensa lei di quelle “piccole incomprensioni” .-.

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