PEZZI DI STORIA: SARA (ai giorni nostri, ciò che resta)

Due anni…due anni senza Sara, se ci penso non ci credo ancora. Due anni in cui l’una non ha scritto all’altra, in cui non ho ricevuto nessun suo messaggio, in cui lei non mi ha mai sentita suonare il suo campanello, in cui non abbiamo guardato le serie tv insieme buttate sul suo divano, in cui non abbiamo ascoltato canzoni, fatto battute, riso insieme per qualcosa di stupido. Due anni, che se la vedessi ora e fossimo ancora amiche e per qualche strano motivo la nostra vita si fosse fermata senza poter sapere nulla l’una dell’altra io l’abbraccerei e le riempirei la testa di chiacchiere su cosa ho fatto, visto, detto, vissuto!

Una volta per la verità ci siamo anche viste, o meglio incrociate…ma è stato come se non ci conoscessimo. Un’altra volta poi io e Davide ci siamo scontrati con lei e Federico alla fiera, i ragazzi si sono salutati e anche io e Sara abbiamo detto un “ciao” educato, ma le volte che mi è capitato di vederla di più sono state quelle in cui dopo una serata fuori ho allungato la strada del ritorno a casa e sono passata sotto il suo palazzo, rallentando furtiva e in un paio d’occasioni mi sono anche fermata a guardare. Non la vedevo davvero, ma la immaginavo…conosco la sua casa così bene che riuscivo a ricreare i suoi movimenti al di là dei vetri e dei rotolanti alle finestre.

Per tutto questo tempo –e ancora adesso, soprattutto nei momenti bui- sento una voce nella mia testa che continua a ripetermi domande fastidiose: “Perché non ti fai coraggio e non le mandi quella benedetta lettera? Perché non ne approfitti adesso che non c’è e glie la metti nella cassetta della posta? Perché non studi le sue abitudini e vai a parlarle sotto casa?” ed io continuo a rispondere “perché non lo fa lei? In fondo il torto non è mai da una parte sola e in questo caso credo proprio che sia equamente suddiviso oppure propendente verso il suo lato, non credi?”

E poi la situazione è strana…so che senza di lei mi manca un pezzo ma so anche che entrambe oramai abbiamo raggiunto un equilibrio tale che spezzarlo potrebbe rivelarsi fare peggio che meglio. Ognuna ha le sue amicizie, i suoi hobby, i suoi interessi, i suoi modi di fare…e se a me non piacessero i suoi o a lei non piacessero i miei? Dico sempre che quello che mi importa non è che tutto torni come prima, non mi importa di ricominciare ad uscire insieme e non voglio entrare nella sua vita a “prendere il posto” di qualcun’altra o a scombussolare i suoi piani. Però, se mi guardo dentro, è proprio questo che mi piacerebbe…e che mi frena da matti! Sì, perché se poi lei a quella lettera non rispondesse, se non gli interessasse, se non avesse riconosciuto i suoi errori, se fosse convinta di non aver sbagliato niente, se fosse cambiata anche lei ma ancora di più in peggio o se magari finissimo per chiarire e poi lasciarci andare limitandoci a salutarsi come conoscenti se ci incontriamo in un bar? Ne saremmo capaci oppure il nostro rapporto è talmente agli estremi che o tutto o niente e la via di mezzo non esiste? Sicuramente della via di mezzo mi potrei anche accontentare perché lei è l’ultima della mia lista con la quale ho qualcosa da spartire, ma se a fare le “conoscenti” poi si stesse peggio che a non cagarsi?

“La verità è che non ti manca abbastanza” direbbe la vocetta “altrimenti…”


Altrimenti? Mi manca, mi manca eccome…ma ho talmente tante incertezze che per assurdo preferisco lasciare le cose come stanno prima di mettermi in gioco e rischiare di perdere. Perché, se alla fine di tutto, il nostro essere sorelle sarà stato cancellato da un salutarsi con un “ciao come stai?” e un bacetto sulla guancia come si fa con chi si conosce appena, io avrei perso.

Che dire…mi scuso se questi scritti sono così tanti, così confusi, così sgrammaticati e così…patetici! Ma ne avevo bisogno, ne avevo davvero bisogno e adesso non sto meglio ne peggio, ma mi è servito. Dico sul serio, scrivere e piangere e ricordare mi è servito.

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7 thoughts on “PEZZI DI STORIA: SARA (ai giorni nostri, ciò che resta)

  1. Mi è capitato di riallacciare un rapporto, e ti assicuro che non è mai la stessa cosa, non tanto per il rancore, ma proprio perché la frattura ci cambia profondamente. Cioè, magari torna anche l’amicizia e il piacere di stare insieme, ma è la magie che si è persa, e quella non ce la restituisce nessuno.

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    1. Purtroppo è proprio questa la mia paura…quando sei così coinvolto con una persona secondo me è difficile trovare la via di mezzo, o tutto o niente. E se il “tutto” non fosse possibile penso che il niente rimanga l’unica scelta perché l'”un po’” non so se lo tollero…

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    1. è vero, quando ho deciso di scrivere questo pezzo di vita così complicato e così doloroso ho rischiato tante volte di chiudere tutto e cancellare il file perchè mi sembrava di essere patetica e di fare peggio che meglio…invece mi sono accorta che è stato terapeutico sul serio. Grazie, un abbraccio anche a te!

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  2. Due punti di vista.
    Come dice giustamente Diemme, rialacciare i rapporti sarebbe bello ma senza scintilla purtroppo non sarà mai come prima.
    Una lettera magari puoi anche scriverla, almeno non avrai il ‘rimorso’ di non averlo fatto. Che dopo lei risponda o meno non dipende da te.

    Ciao

    K!

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