Quando nasce una zia (a Sara)

Sara ha un carattere strano, tutto suo.

Ognuno di noi ha un carattere tutto suo, direte voi, e avete ragione…ma lei va davvero capita per viverla a pieno.

Non è mai stata una di quelle persone che si sbilanciano particolarmente per dimostrarti qualcosa, se ti voleva bene dovevi capirlo da sola stando attenta a tutte quelle piccole cose che diceva o faceva ma mai che parole sdolcinate fossero uscite dalla sua bocca in tutti quegli anni.

Non è (io continuo a parlare al presente come se la frequentassi ma mi rendo conto che le cose potrebbero essere diverse da come le descrivo) quel tipo di amica che ti chiama amore o tesoro, che ti fa i regali a San Valentino, che ti compra braccialetti e collanine con scritti i vostri nomi, che ti abbraccia e ti bacia ogni volta che ti vede in giro. No, lei è altro. Lei è vera, sincera, genuina…è una di quelle persone che le guardi e ci vedi il mare dentro. Il mare, il cielo e tutte le stelle brillare da quanto è chiara e trasparente! È una che le cose glie le leggi in volto, che dice parolacce, che ti rutta in faccia e che se hai dei capelli di merda ti dice “che capelli di merda” come se ingrassi  ti dice “sei diventata cicciottina eh” e se puzzi dopo una sudata ti fa notare che le tue ascelle sanno di sugo!

Certo, ha anche lei le sue giornate, bisogna sperare che ti capitino buone…comunque credo di non averla mai vista piangere o commuoversi e nemmeno intristirsi troppo. C’è stata quella volta in cui era successo quel casino con lo stronzo e qualche lacrima se l’asciugava, c’era che quando guardavamo Titanic insieme in tv sdraiate sul suo letto in camerina le diventavano gli occhi lucidi e c’era che spesso scopriva le bugie del suo ex e le montava la rabbia ma non ho mai visto scenate, crisi o singhiozzi.

Pensate che quando andavamo a scuola la prendevamo in giro su quella storia di suo nonno morto! Può sembrare una cattiveria ma giuro che non lo era perché la prima a scherzarci su era proprio lei. Qualcuno aveva capito da uno dei suoi tanti racconti che il povero vecchietto era morto strozzandosi con una mela, nel tempo quella mela è diventata un osso di pollo, l’osso di pollo ha presidiato per un po’ poi ha lasciato il posto al grasso del prosciutto e ogni santa volta lei ridendo diceva sempre “ma non è mica vero! Nonno Sauro è morto d’infarto!”

Ieri ho saputo che è diventata zia. Sua sorella ha partorito una bellissima bambina che ha chiamato Aurora, che sta bene e che avrà reso Sara la ragazza più felice dell’universo intero.

Me la immagino là seduta ad aspettare con le mani nelle mani, col sudore freddo e la trepidazione che rischiava di farla esplodere da un momento all’altro. Poi immagino l’arrivo della notizia, la piccola era finalmente nata e lei poteva lasciar andare tutto quel fervore! E me la immagino piangere…lì sì che deve aver pianto, pianto di quell’immensa gioia. E io avrei tanto voluto esserci per stringerla, abbracciarla, darle dei dolci schiaffetti sul viso per farla tornare coi piedi per terra e dirle che in quel momento, insieme ad Aurora, era nata anche lei…era nata una zia.

Invece non ho potuto fare altro che commuovermi anch’io ed essere felice della sua felicità senza però dirle niente…e già le sento tutte le cose che avrebbe detto lei a me…la sento dire che ha paura, che è incredula, che non sa se sarà un buon punto di riferimento per quella creatura. E io l’avrei afferrata per le spalle e le avrei detto ehi, sarai perfetta.

Non ho fatto e detto niente, niente se non congratularmi su face book con la neomamma e il neopapà.

Magari un giorno, quel famoso giorno, riuscirò a dirle anche questo…lo metto in lista, non si sa mai, e quell’emozione sapete cosa faccio? La metto in cassaforte, la conservo là dentro al sicuro così magari quel giorno prendo, apro e la tiro fuori quell’emozione. Quel giorno lo farò, se mai arriverà.

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dal web
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5 thoughts on “Quando nasce una zia (a Sara)

  1. Io credo che sarebbe bello se tu la chiamassi di persona, in fin dei conti un commento o un like su FB sono abbastanza impersonali.
    A meno che non vi siate un po’ perse di vista e ci sia un lieve imbarazzo, posso capire.

    Mi piace

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