Marocco

Il mio Marocco itinerante… In viaggio con avventure nel mondo!

Itinerario:

#giorno1

Meknes: è la prima delle città imperiali che abbiamo visitato ma anche la più recente e piccolina.

Ha una Medina graziosa, contornata da un vasto souk e da una kasbah importante, con circa 45 km di mura a protezione della città.

Il punto centrale è la piazza Place el-Hedim.

La visita guidata è partita dai granai  e dalle scuderie del sultano Moulay Ismail che a suo tempo, oltre al grano, ospitavano nelle stalle circa 12.000 cavalli.

Più avanti, oltre una delle grandi porte di accesso al centro della città, troviamo la Medersa Bou Inania, ossia la scuola coranica (nota in arabo con il nome di madrasa).

Un altro edificio di particolare interesse è sicuramente il palazzo reale, con i suoi meraviglioso giardini, adesso adibiti in parte a circolo del golf.

Dopo un pranzo a base di pane arabo e tajine ci siamo spostati a Moulay Idriss, la così detta città santa. 

È una piccola cittadina a pochi chilometri da Meknes, considerata dai musulmani la seconda città santa dopo la Mecca.

Fino al 2005 non era accessibile ai non musulmani e, ancora oggi, non è possibile entrare nel mausoleo di Moulay Idriss, ma merita anche solo gironzolare per le viuzze e vedere il panorama dalla piccola o dalla grande terrazza.

L’ultima tappa, e quella più attesa della giornata, è stata Chefchaouen, la famosa città blu.

Sicuramente d’effetto!

Il motivo del colore azzurro delle sue case è puramente religioso e non estetico, anche se qualcuno sostiene che il blu tenga lontano mosche e moscerini.

Il centro della città è la piazza di Outa-el-Hammam , dove si trovano una splendida fortezza e una moschea con la torre a base ottagonale.

All’interno della kasbah ci sono bellissimi giardini rigogliosi.

#giorno2

Fez: al contrario di Meknes questa è la più antica delle città imperiali ed ha una Medina molto particolare, ricca di bancarelle di artigiani locali e all’interno del suoi souk si può davvero trovare di tutto.

È divisa in diversi quartieri, ma il più interessante è quasi sicuramente quello più antico, circondato da una cinta muraria davvero importante e da ben 14 porte, tra le quali alcune molto belle.

Avendo una guida a nostra disposizione abbiamo avuto la fortuna di visitare la Medina in lungo e in largo e ci siamo potuti affacciare al mausoleo dove è sepolto Moulay Idriss II, conosciuto come il sultano che ha portato l’islam in Marocco.

Molto interessanti sono state anche le visite alla fabbrica dove vengono prodotti tessuti in seta di agave e alle concerie a cielo aperto, dove le vasche per tingere le pelli sono collocate sui tetti.

#giorno3

Visto che la destinazione finale di questa giornata era il deserto, abbiamo percorso tanti chilometri arrivando anche ad un altezza di 2000 mt sulla catena dell’Atlante e ad un certo punto ci siamo imbattuti in Ifrane, un paese chiamato anche “la piccola Svizzera” a causa del suo stile tipicamente europeo, delle case coi tetti spioventi, della pulizia, l’igiene, l’ordine e gli impianti sciistici che fanno di questa una località rinomata per gli sport invernali.

Da non perdere in questa zona anche la bellissima foresta di cedri, popolata da simpatiche scimmie.

Era ormai il tramonto quando siamo riusciti ad arrivare al limitare del deserto.

Abbiamo preso i dromedari e sul dorso ad essi abbiamo raggiunto Erg Chebbi, al confine con l’Algeria, dove ci aspettavano una cena tipica, balli e canti intorno ad un falò, un campo tendato per la notte e un cielo che non la smetteva di farsi guardare.

Alessandro Persiani ph.

Devo dire che durante questa esperienza, seppur meravigliosa, ho avuto più freddo d previsto… La mattina dopo l’acqua delle fontanelle era completamente congelata e il tragitto in dromedario per andare a vedere l’alba sulle dune è stato faticoso da quanto eravamo intercheriti… Però siamo sopravvissuti tutti!

#giorno4

dopo una bella doccia ed una colazione da campioni siamo partiti per Todra, dove abbiamo fatto un facile trekking di un paio d’ore nelle omonime Gole. Con l’occasione abbiamo anche visitato la città vecchia e poi, pieni di polvere, ci siamo diretti a Skoura.

#giorno5

Qui, a Skoura, nel bel mezzo del niente contornato soltanto da un paesaggio molto brullo, una strada sterrata porta ad un imponente castello: la kasbah Amridil, una delle più belle tra quelle che abbiamo visitato. È immersa in un palmeto ed è stata location per le riprese di numerosi film e programmi televisivi.

Ad Ouarzazate è stato davvero divertente visitare, oltre alla kasbah de Taourirt, il museo del cinema che al suo interno ospita le scenografie ed i costumi di scena di film anni 70-80.

Ait Ben Haddou si trova  lungo la rotta carovaniera tra il deserto del Sahara e la città di Marrakech, è una città fortificata patrimonio dell’UNESCO caratterizzata dalle torri angolari e dai vicoli stretti che si arrampicano tra le abitazioni.

Sulla sommità della collina svetta un grande granaio fortificato chiamato Agadir.

La kasbah, così particolare, compare spesso nei film ambientati in Marocco come ad esempio “Il gioiello del Nilo” o “Il Gladiatore” oltre che nella celebre serie tv de “Il trono di spade”.

Ait Ben Haddou

#giorno6

Marrakech è stata l’ultima tappa del nostro viaggio itinerante ed ha occupato un posto speciale nel mio cuore fin da subito.

Sembra quasi la Milano Marittima marocchina ed è piena di vita, soprattutto nella piazza principale e soprattutto di sera, quando essa si riempie di Street food di ogni genere.

Partendo dal principio però, la nostra visita è iniziata dai Jardin Majorelle, poco fuori dalla cinta muraria.

Questi giardini, che prendono il nome del pittore al quale sono intitolati, sono un mix di contrasti di colori che vanno dal verde delle lussureggianti piante di ogni specie al blu col quale sono dipinti gli edifici al loro interno.

Entrano negli occhi dal primo istante e valgono sicuramente una visita di almeno un’ora, per perdersi tra i colori, gli odori e i cinguettii e per godersi la pace che questo luogo infonde.

Per chi ama la moda, poi, è possibile vedere anche un museo interamente dedicato ad Ives Saint Laurent.

Il palazzo Bahia, considerato un capolavoro dell’architettura marocchina, sorge a sud est della Medina ed era la residenza del sultano, delle sue quattro mogli ufficiali e del suo harem di 24 concubine.

Il nome del palazzo prende il nome da Bāhiya, la favorita di Aḥmad b. Mūsā, ovvero la prima ad avergli dato un figlio maschio.

Dopo il mercato della verdura si entra nel Mellah, ovvero il quartiere ebraico, dominato dalla sinagoga e dal cimitero ebraico.

Inoltrandosi nel souk, che si sviluppa tutto intorno a piazza Jamaa El fna, ci si può facilmente perdere tra i negozietti di articoli in pelle, di spezie, di dolciumi e di souvenir di ogni genere.

 

Curiosità: sapete come i marocchini chiamano il cactus? La sedia della suocera!

 

 

***

Arrivederci al prossimo articolo! 🙂

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4 risposte a "Marocco"

  1. Tra le foto ed il racconto mi hai fatto venire davvero voglia di Marocco.
    Tra l’altro ho un amico originario di Fez, dove ha ancora una casa, e ci ha invitati più volte ad andare lì. Lui ormai abita a Padova da anni, ha detto che ci darebbe le chiavi.
    🙂
    Già mi vedo che vado in Marocco, arrivo a Fez, ed entro in casa altrui con le chiavi. Cosa mi direbbero i vicini (che tra l’altro non capirei)?

    Mi piace

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