Lisbona

L’ultima meta del mio mese di Gennaio è stata Lisbona, città che avevo voglia di visitare da un po’ e che non mi ha delusa né per il clima né per la sua bellezza ed il suo animo latino e caliente.

Oltretutto è molto facile da girare con i mezzi pubblici, che siano bus o metro, e questo ha reso la visita ancora migliore.

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ITINERARIO:

 

#giorno1

 

Arrivate in aeroporto siamo andate a corsa verso il nostro hotel, l’LX Rossio, che si trovava in una traversa di Rua Augusta, la via principale del quartiere di Baixa – Chiado, nella parte bassa della città.

Dopo aver depositato i bagagli velocemente siamo andate subito a vedere Praça Do Commercio ed il suo Arco Trionfale, direttamente sul fiume Tago.

 

La Praça do Comércio (in italiano: Piazza del Commercio) è situata nella città di Lisbona, in Portogallo vicino al fiume Tago. La piazza è ancora comunemente conosciuta come Terreiro do Paço (Piazza del Palazzo), poiché qui si ergeva il Palazzo Reale Ribeira finché fu distrutto dal grande Terremoto di Lisbona del 1755. Dopo il terremoto la piazza fu completamente rimodellata come parte della ricostruzione della Baixa ordinata dal Primo Marchese di Pombal.

 

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Era ormai il tramonto quando siamo arrivate al Convento Do Carmo e, visto che l’orario di chiusura era alle 18, avevamo poco tempo per vederlo ma siamo entrate lo stesso e ne è valsa la pena.

 

L’imponente tempio in stile gotico, dedicato a Nossa Senhora do Vencimento do Monte do Carmo, fu costruito nel 1389 secondo i progetti di Gomes Martins. Nonostante le difficoltà costruttive incontrate, D. Nuno scelse questo luogo per la sua identificazione con il monte Carmelo in Palestina (segnando l’origine dell’Ordine) e per il fatto che la collina si trovava di fronte a quella del Castello, dove si ergevano il Palazzo Reale e la Sé.

Il terremoto del 1755 e un incendio in epoca posteriore distrussero il convento. Nello spazio rimasto, l’Associazione degli Archeologi Portoghesi vi installò il Museu Arqueológico do Carmo, dove si possono ammirare reperti che narrano la storia della città, dalla Preistoria al Medioevo, e un patrimonio artistico di grande valore, costituito di sepolcri e araldica medievale.

 

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Era buio quando siamo salite al Miradouro di Sao Pedro de Alcantara, ma la vista era lo stesso spettacolare.

 

Per cena ci siamo affidate ad uno dei localini del Bairro Alto, uno dei quartieri più animati della città.

 

#giorno2

 

Dopo una buona colazione a base di cornetto super burroso e caffè latte, ci siamo dirette verso il quartiere di Belem, passando davanti al ponte 25 aprile che conduce al Cristo Rei.

 

Fu il cardinale patriarca di Lisbona Don Manuel Gonçalves Cerejeira a voler costruire un monumento con l’immagine di Cristo sulla falsariga del Cristo Redentore di Rio de Janeiro dopo una visita in Brasile negli anni Trenta. I vescovi portoghesi dettero l’approvazione per la costruzione del monumento religioso nel 1937, ma fu con l’inizio della Seconda Guerra Mondiale che tale costruzione assunse agli occhi dei suoi promotori un significato più profondo. La campagna di raccolti fondi per la costruzione della statua iniziò a guerra conclusa, nel 1946, e fece presa soprattutto nel cuore delle donne portoghesi, grate al Signore di essere state risparmiate dall’orrore di una guerra mondiale (il Portogallo, allora sotto la dittatura di Salazar, non partecipò alla guerra). Anche ai bambini fu chiesto di partecipare alla raccolta fondi, con un’apposita campagna chiamata Pedras Pequeninas (piccoli ciottoli) che fruttò l’equivalente di ben 7500 euro. Il monumento fu inaugurato ufficialmente il 17 Maggio 1959. La statua del Cristo è alta 28m e poggia su una base di più di 80 m.

 

A Belem abbiamo visitato la famosa torre…

 

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La Torre di Belém, vista da fuori, è un magnifico gioiello di pietra ed è con stupore e crescente soddisfazione che lo straniero ammira la sua bellezza particolare. È come un merletto, e dei più belli, nel suo delicato intarsio che, bianco, balugina da lontano, catturando immediatamente lo sguardo dei naviganti che entrano nel fiume.
(Fernando Pessoa)

 

…poi siamo passate al monumento alle scoperte, situato proprio in Praça Do Impero.

 

Il monumento alle Scoperte, o Padrão dos Descobrimentos in portoghese, situato a Lisbona sulla riva del fiume Tago, di fronte al Monastero dos Jerónimos, fu realizzato nel 1960, a cinquecento anni dalla morte di Enrico il Navigatore, per celebrare l’era delle scoperte realizzate dai navigatori portoghesi fra il XV ed il XVI secolo.

Il monumento fu iniziato sotto il regime di Salazar e voleva celebrare tutti i marinai che parteciparono alle grandi scoperte.

Il monumento attuale non è però quello originale. La prima versione del monumento, costruita nel 1940 per l’esposizione universale Exposição do Mundo Português, fu demolita nel 1958 in quanto costruita con materiali scadenti, era ridotta in condizioni da costituire pericolo per le persone che lo visitavano. L’attuale monumento è stato realizzato in pietra bianca.

La caravella che costituisce il monumento porta lo scudo portoghese su entrambi i lati e la spada della Dinastia di Aviz sulla porta d’ingresso. Sulla prua della caravella è rappresentato Enrico il Navigatore con una caravella in mano; dietro di lui, in due file discendenti da entrambi i lati del monumento, sono rappresentati gli eroi portoghesi che parteciparono alle scoperte. Sul lato che dà a occidente è ritratto il poeta Camões con un esemplare del suo capolavoro I Lusiadi, il pittore Nuno Gonçalves con una spatola ed inoltre famosi navigatori, cartografi e re.[1]

A nord del monumento, una rosa dei venti di 50 metri di diametro, contiene al centro le rotte scoperte dai navigatori portoghesi, nel XV e XVI secolo. Venne fatta costruire nel 1960 dal Sudafrica.

All’interno del monumento esiste un ascensore che porta a metà altezza e quindi una scala che conduce alla sommità del monumento da dove si ha una vista panoramica sul quartiere di Belém e sul fiume Tago. All’interno vi si trova, inoltre, una sala congressi di dimensioni contenute ma completa di platea, palcoscenico e saletta regia.

 

 

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Tramite il sottopassaggio siamo arrivate al monastero Dos Jeronimos.

 

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Per pranzo abbiamo mangiato la feijoada in un localino senza pretese e per dolce ci siamo concesse uno dei famosi pastelle de nata, al “Pasteis De Belem”, il locale dove c’è sempre una fila astronomica…ma noi abbiamo avuto fortuna e ce la siamo cavata in 10 minuti!

 

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La sera, dopo una breve pausa in hotel, siamo andate verso Rossio per vedere Praça Dos Restauradores e con l’intento di mangiare in Avenida De Liberdade, considerata una delle vie più eleganti di Lisbona.

Ma abbiamo capito che c’erano solo negozi di alta moda e ristoranti costosi, quindi ci siamo prese una serie di “puta” da un barbone ubriaco e siamo finite a cenare con polpo e paella in un ristorantino vicino casa.

 

#giorno3

 

Replica della buona colazione e via verso Praça Martim Moniz, per prendere il famoso tram 28.

La prima fermata è stata a Largo De Graca, per vedere il monastero di Sao Vicente De Fora

Il primo monastero di São Vicente de Fora fu fondato nel 1147 dal primo re del Portogallo, Alfonso I, per l’Ordine di Sant’Agostino. Il monastero, eretto in stile romanico al di fuori della città fu uno dei più importanti del Portogallo medievale. Esso era dedicato a san Vincenzo di Saragozza, santo patrono di Lisbona, le cui reliquie furono trasportate a Lisbona dall’Algarve nel XII secolo.

L’edificio attuale è una ricostruzione disposta da Filippo II di Spagna, re del Portogallo all’epoca con il nome di Filippo I, dopo la crisi di successione al trono portoghese del 1580.

 

E il mercato di Feira De Ladra.

 

Dato che eravamo nelle vicinanze ci siamo spinte fino al Panteo Nacional.

Dopo ci siamo fermate alla Porta Do Sol, accanto al Miradouro di Santa Luzia, per vedere il panorama e tutto il quartiere dell’Alfama dall’alto.

 

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Il castello di Sao Jorge è stata tappa obbligatoria e ci ha molto stupite, soprattutto per il suo giardino pieno di pavoni.

 

Il Castello di Sao Jorge è formato da 3 nuclei fondamentali: le mura esterne, costruite con molti elementi tipici delle fortificazioni islamiche, una Cittadella interna, che ospitava il Palazzo Reale e una fortezza con 11 torri nella parte più alta del Castello. Il nucelo più interessante è la Cittadella, in cui le vecchie sale della residenza dei sovrani sono state trasformate in spazi museali e di servizi. Da non perdere la Sala Ogivale, quella della Cisterna e la Cappella di San Miguel. Intorno alla Cittadella c’è il nucleo archeologico dei primi insediamenti di Lisbona.

 

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Tornando verso casa abbiamo fatto tappa anche alla cattedrale di Lisbona, ma non ci ha particolarmente entusiasmate…forse per via che era piena di impalcature da ristrutturazione.

 

#giorno 4

 

Purtroppo era arrivata l’ ora di tornare a casa.

Ci siamo concesse l’ultima colazione, abbiamo fatto scorta di Pasteis e ci siamo dirette verso l’aeroporto.

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4 risposte a "Lisbona"

  1. Per diverse settimane ho pensato che le mie vacanze estive sarebbero passate anche per Lisbona.
    All’inizio pensavo di fare 3 giorni Porto + 4 giorni Lisbona + 7 giorni Capo Verde. Questa idea l’ho meditata e lungo, ma poi per vari motivi ho cambiato destinazione.
    Bella la tua descrizione dei posti visitati, mi fa pensare che la mia idea originale meriti di essere ripresa in considerazione.
    La Torre di Belém mi pare davvero fantastica, ottime foto.
    Ciao

    Andrea/K

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    1. Ciao! Scusa se rispondo ora ma eri finito in spam… Il tuo itinerario mi piace, ma mi sembra un po’ impegnativo! Più che altro per le distanze… Lisbona in quattro giorni è fattibile, ti consiglio di farci un salto prima o dopo perché a me è piaciuta davvero tanto! Dove hai optato di andare alla fine?

      Piace a 1 persona

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