Madagascar, prima parte

3 giugno 2019

Quest’avventura parte da Roma, dove sono arrivata a pomeriggio inoltrato per prendere un volo Neos che mi avrebbe portata direttamente sull’isola di Nosy Be, nella parte nord ovest del Madagascar.

Otto ore sono tante ma sinceramente il servizio Neos è stato soddisfacente: c’era intrattenimento con film, musica o giochi e l’attesa dell’arrivo è stata “spezzata” dalla cena e dalla colazione del mattino dopo, visto che viaggiavamo di notte.
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4 giugno 2019
Alle 7 ora locale siamo stati accolti dal piccolo aeroporto di Nosy Be ed un pulmino ci ha accompagnati nella località di Ambondrona, all’hotel Manga Be, nella zona sud ovest dell’isola.
Subito ci siamo messi in moto e, dopo aver sistemato i bagagli, siamo andati alla spiaggia dell’Andilana, circa 12 km più a nord.
Questa spiaggia è famosa per l’omonimo villaggio Alpitour ed è effettivamente una bellissima striscia di sabbia contornata da acqua calda e brillante da un lato, localini e bancarelle dall’altro, davvero un bel luogo dove immergersi o prendere il sole!
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Andilana Beach
5 giugno 2019
È mattina presto e noi siamo già su un motoscafo diretto a Nosy Komba, dove ci accoglie una guida che ci porta a fare il giro della piccola isola popolata da lemuri di diverse specie e da camaleonti. Nel frattempo a Nosy Tanikeli, poco distante, è pronto il pranzo che ci viene offerto direttamente in spiaggia ed a base di insalate, pesce alla griglia, granchi e immancabile riso o bianco o alla curcuma.
Nosy Tanikeli è veramente un piccolo paradiso!
Acqua cristallina, vegetazione e fondale ricco di pesci ma anche di ricci! C’è da fare attenzione a dove si mettono i piedi! 🙄
6 giugno 2019
La riserva naturale di Lokobè è raggiungibile sia via terra che via mare, noi abbiamo scelto la seconda opzione. Devo dire che quando ho visto arrivare le piroghe ed ho realizzato che quelle sarebbero state il nostro mezzo di trasporto mi sono un po’ preoccupata, ma poi ho preso in mano il remo e mi sono divertita molto! Con non poca fatica siamo sbarcati su una piccola spiaggia ed una guida ci ha portati all’interno della foresta selvaggia, dove ci ha spiegato le diverse specie di piante, ha acchiappato per noi il camaleonte più piccolo del mondo e la rana più piccola del mondo e dove ad un certo punto ci siamo ritrovati un boa constrictor sopra la testa, che dormiva tranquillo attorcigliato al ramo di un albero! È stato faticoso, ma la cascata che abbiamo raggiunto circa a metà strada ci ha aiutati a continuare il cammino dopo esserci rinfrescati…
7 giugno 2019
È arrivato il momento tanto atteso: di fronte al nostro hotel, fermo in mezzo all’acqua, ci aspetta il catamarano!
Saliamo, tutti entusiasti, e prendiamo posto mentre il capitano ci porta a fare un bagno veloce a Nosy Tanga, in un’acqua verde e caldissima, per poi spostarsi in una baia tranquilla dove passare la notte.
Le cabine sono piuttosto strette per i miei gusti, ma l’assenza di wifi e di contatto col mondo, il tramonto che si staglia all’orizzonte e più tardi il cielo stellato della notte completamente privo di inquinamento luminoso mi fa dimenticare in fretta la “scomodità”… È la pace dei sensi.
8 giugno 2019
L’alba ci sveglia presto al mattino e dopo la solita colazione a base di The, caffè, Marmellata e frutta tropicale navighiamo verso Nosy Iranja, la famosa isola divisa in due e collegata da una striscia di sabbia, dove il mare sembra una piscina e il sole scotta i piedi fino all’alta marea.
La notte è tranquilla, la trascorriamo a Bar Mamey, una baia meravigliosa circondata da villaggi di indigeni e punteggiata da falò fin quando c’è legna da ardere.
9 giugno 2019
Anchoa beach è l’ultima tappa prima del ritorno sulla terra ferma e, a calcoli fatti, credo sia l’isola che mi è piaciuta di più in assoluto.
Selvaggia, piena di lemuri che ti saltano in spalla o che ti lanciano addosso frutti già ciucciati fino all’osso, incontaminata, bellissima… Inoltre è qua che abbiamo potuto vedere una casa sull’albero, con tanto di water vista mare! 😂
10 giugno 2019
Hellville è la capitale di Nosy Be e deve questo nome al capitano francese Hell, che arrivò sull’isola e che ha ribattezzato la città.
Il suo mercato è il fulcro dello shopping dei locali se si parla di cibo, Spezie o anche abiti, ma all’interno di quella specie di capannone dove aleggia ogni tipo di odore (visto che fanno anche cucina espressa) è difficile rimanere per più di mezz’ora, quindi la visita è stata piuttosto breve. Nel pomeriggio, infatti, ci siamo dedicati alla visita dell’albero sacro: una ragazza del posto ci ha vestite con dei costumi malgasci e ci ha portato, a piedi scalzi, a vedere come questo strano ficus millenario si è sviluppato nel tempo affondando le radici per un sacco di ettari.
In molti si recano in questo luogo per pregare e spesso vengono lasciate offerte nella “buca dei desideri”.
[continua…]
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5 risposte a "Madagascar, prima parte"

  1. Nosy Be era una delle mete che anche noi avevamo inizialmente considerato per le vacanze di quest’anno, scartata solo per il fatto che eravamo già stati sull’Oceano Indiano, e dunque abbiamo optato per l’Atlantico (Tenerife). Certo il tuo resoconto ci fa riconsiderare la meta per i prossimi anni…

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    1. Ti consiglio di leggere anche la seconda parte, anche se la prima è quella con più “momenti salienti”… A me sinceramente è piaciuta molto questa piccola grande isola, anche se ci sono come in tutti i posti i due lati della medaglia. È un viaggio che ti consiglio assolutamente, ma non chiuderti in un villaggio! Le escursioni ne valgono assolutamente la pena!

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