Amsterdam

Non prendevo un aereo per l’estero da più di due anni.

Non prendevo un aereo per l’estero da quando, quel 7 Marzo 2020, sono tornata da Marsa Alam mezza bruciacchiata e con l’ansia del covid che aleggiava e creava una tensione crescente.

Già dall’arrivo in aeroporto nessuno parlava d’altro e ricorderò sempre le prime parole dei miei che mi erano venuti a prendere alla stazione: “stanno chiudendo tutto, siamo in pandemia”.

Tre giorni dopo è scoppiato il caos, quel caos che avevamo sperato e voluto durasse un battito e che invece ci ha avvelenato l’anima, ci ha portato via persone care e ci ha rubato anni di vita e di viaggi.

Non prendevo un aereo per l’estero da più di due anni e c’è stato un momento in cui ho creduto che non ne avrei presi mai più.

E invece eccomi qua a raccontarvi di questa inaspettata e stravagante avventura chiamata

AMSTERDAM

Per cominciare: informazioni tecniche

-A Settembre ad Amsterdam è un caos col meteo, fa caldo poi freddo poi piove poi smette poi c’è il sole eccetra eccetra quindi consiglio di portare sicuramente un kway o una giacca a vento (col vento forte l’ombrello potrebbe non servire) e di vestirsi a strati includendo maglie un po’ più pesanti ma anche maniche corte.

-Amsterdam è cara. Andare a pranzo o a cena fuori può costare 15/20 euro anche solo per un sandwich, ma quel che costa sicuramente un prezzo spropositato è l’acqua 😳 una bottiglietta non meno di 2 euro al supermercato e non meno di 6 per una bottiglia d’acqua naturale da un litro se ordinata al ristorante. Certo ci sono locali dove si spende meno e altri dove si spende di più, ma per risparmiare consiglio la catena di supermercatoli Albert Hein che si trova ovunque e che offre di tutto, dai panini alle insalate da comporre ai dolci fino al coffee to go. Comunque c’è da dire che molto spesso in giro si trovano delle fontanelle di acqua potabile quindi è bene portare una borraccia così da poterla riempire GRATIS 😁

In riferimento al punto precedente, portare tanti contanti potrebbe risultare inutile perché moltissimi esercizi commerciali non li accettano. Sono tantissimi infatti quelli che hanno appeso fuori il cartello “no cash, only cards”. Perfino il tram si paga col bancomat!

-I bagni sono puliti ovunque, ma i lavandini sono molto piccoli. Ovviamente non c’è il bidet.

-I pancake non sono come ce li aspettiamo, quel che uno immagina quando pensa ai pancake infatti sono pancake americani quindi spessi e morbidi, i pancake olandesi invece sono più bassi e diametralmente grandi (ne servono uno per porzione)

-OCCHIO ALLE PISTE CICLABILI! La città ne è piena, sono rosse e ben riconoscibili e se per sbaglio ci metti un piede o ci sosti per più di due secondi mentre stai camminando è probabile che ti asfaltino senza sentire ragioni. Hanno un modo di guidare la bicicletta abbastanza pazzo e prepotente quindi pay attention 😅

Bene, detto questo inizio a raccontarvi il mio itinerario 😌

Giorno 1: Arriviamo con un’ora di ritardo e facciamo subito il check in in hotel. La scelta di alloggiare nel quartiere dei musei si rivela azzeccata, è abbastanza lontano dal caos dei quartieri più centrali ma è facile da raggiungere con autobus e tram. Noi dall’aeroporto abbiamo preso il bus numero 397 che ci ha lasciate davanti allo stadeljik museum. Per cena abbiamo optato per qualcosa di vicino da raggiungere e siamo finite al Foodhallen, una specie di mercato coperto dove si trova ogni tipo di cibaria. Ci sono degli stand sia dolci sia salati e uno soltanto di bibite e cocktails. Lo consiglio per chi non ha molte pretese e vuole qualcosa di veloce o per chi ha voglia di assaggiare varie cose e spelluzzicare un po’.

Giorno 2: ci alziamo di buon’ora e andiamo a vedere il museo di Van Gogh. Per fortuna avevamo prenotato i biglietti online perché si esauriscono velocemente e avremmo rischiato di rimanere fuori come è successo a molti. Una volta uscite abbiamo attivato la Amsterdam City Card, altra scelta che si è rivelata azzeccata perché ci ha permesso di risparmiare molto, ma di questo vi parlerò meglio in seguito. In questa giornata la abbiamo usata per entrare gratis al Moco (che consiglio perché io mi sono divertita moltissimo 🤩) e per una crociera di un’oretta con una delle compagnie convenzionate. Noi abbiamo scelto la blue boat, che ci ha fatto navigare lungo la cintura dei canali e ci ha fornito un’audio guida gratuita che spiegava la storia degli edifici che incontravamo via via come la casa di Rembrandt, il quartiere ebraico col suo mercato, l’Hermitage o la fabbrica dell’Heineken.

Giorno 3: abbiamo i biglietti per il Rijksmuseum prenotati per le 10,30 e non siamo fuori prima delle 12,45 perché questo museo oltre ad essere interessante ed a valere una visita per gli amanti dell’arte è anche molto grande. Molto molto grande! Ci vuole tempo per visitarlo quindi calcolate bene prima di prendere altri impegni. Una volta uscite da lì ci siamo dirette verso il centro per andare a esplorare la città passeggiando animatamente.

Passiamo dal mercato dei fiori galleggiante per acquistare qualche bulbo di tulipano e qualche calamita carina. Se avete fame e vi trovate qua per l’ora di pranzo potete provare il tipico panino con l’aringa da Frens Haringhandel, un chioschetto piccolino ma riconoscibilissimo perché puzza di pesce da morire 😂 io non ce l’ho fatta a mangiarlo, ma la mia amica ha detto che il panino con l’aringa era di una bontà assoluta quindi che posso dire…provare per credere 😆

Proseguiamo poi in direzione Albert Cuyp Market, un vero e proprio mercato che viene allestito lungo la larga strada principale del quartiere di De Pijp e che offre tantissimi stand vari sia di cibo che di vestiti che di altro, c’è anche un banco ferramenta! È qui che assaggiamo per la prima volta il biscottino tipico di questa zona, lo stroopwafels! È una specie di waffle schiacciato su cui viene spalmato del caramello prima di aggiungere un altro waffle sopra che gli fa da copertina e lo rende un tutt’uno. Un sandwich di biscotto con in mezzo il caramello, per farla semplice! Per farla grassa, invece, ci sono dei negozietti che lo vendono anche ricoperto di qualunque cosa vi venga in mente a partire dal cioccolato fino alle noccioline, il cocco, i marshmallow, gli smarties e chi più ne ha più ne metta, ma se volete un consiglio io lo mangerei semplice e caldo, appena tolto dalla piastra 😋

Dopo la piccola merendina torniamo verso il centro, quindi il quartiere Joordan. È sicuramente il più animato e non solo per la questione locali, coffee shop e ristoranti, ma anche per la presenza lì accanto del Red light disctrit, il famoso quartiere a luci rosse che attira visitatori ad ogni ora del giorno ma sopratutto di notte e ciò rende le sue strade molto movimentate ma anche – purtroppo-molto sporche.

Questa cosa delle ragazze dietro alle tendine rosse mi ha lasciata un po’ basita, non tanto per la questione in sé ma perché camminando per il centro si provano sensazioni contrastanti, c’è questa esagerata “cultura del porno” (con sexy shop ad ogni angolo, locali per sex live show ben pubblicizzati, ragazze nude in vetrina eccetra eccetra) che si contrappone con violenza a tutto il resto della città, fatta di canali romantici, chiese, casette carine e colorate e monumenti di una bellezza unica come i palazzi che si affacciano su piazza Dam, la principale piazza di tutta Amsterdam che accoglie il palazzo reale, madame Toussand e moltissimi negozi oltre che ristoranti di ogni genere ma sopratutto chioschetti di patatine fritte ogni 50 metri.

L’ultima tappa di questa giornata è l‘Aadam Lookout. Per raggiungerlo bisogna recarsi al molo subito dietro la stazione e prendere uno dei traghetti gratuiti della GVB. Partono ogni 10 minuti circa e vi condurranno dall’altro lato della riva altrimenti irraggiungibile con altri mezzi.

Ci troviamo quindi davanti a questa torre altissima, al suo interno c’è un ascensore fotonico che ci porterà in cima scalando 20 piani in 20 secondi e una volta lassù decidiamo di seguire il percorso e di esplorare i dintorni.

Le pareti sono completamente trasparenti e lo spettacolo di vedere tutta la città dall’alto è unico! (non adatto per chi soffre di vertigini 😵‍💫​)

Qui c’è anche una zona bar dove è possibile sorseggiare una birra o un cocktail accompagnati da stuzzichini, ma l’attrazione principale è sicuramente l’altalena.

Avete capito bene! Una vera e propria altalena meccanica situata sulla terrazza, quindi nel punto più alto, che permette di dondolare nel vuoto. Figo, no?

Per la cena ci siamo fermate in un ristorantino che mi sento davvero di consigliare perchè abbiamo mangiato benissimo e tutte cose tipiche. Si chiama The Pantry ed oltre ad essere un locale carino è anche in una zona centrale e molto animata però è piccolo, consiglio fortemente la prenotazione!

Arrivati in fondo a questa prima parte del mio racconto vi lascio una carrellata di foto e vi dò appuntamento per la seconda parte che uscirà a breve!

A presto, baci!


10 risposte a "Amsterdam"

  1. Bello riprendere l’aereo dopo tanto tempo, piace anche a me guardare il mondo dall’alto e sapere che stai raggiungendo una destinazione che non hai mai visto prima.
    Amsterdam è certamente una meta di primo livello, c’è stato 3 anni fa anche un mio amico, e anche lui ne è rimasto affascinato, per la vita, i canali, i musei. In effetti sembra che fuori dall’Italia ovunque costi troppo per le nostre tasche, bisogna sempre sapersi arrangiare in qualche modo.

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