Creta, occhi verdi e calamari fritti (parte due)

L’inizio della nostra seconda settimana a Creta è stato caratterizzato dallo spostamento verso Agios Nikolaos, ultima tappa al nord dell’isola.

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Questo piccolo centro, una volta villaggio di pescatori, è oggi diventato molto movimentato e frequentato sia da greci ma anche da molti turisti. Il clou della sua bellezza si concentra tra il porto e la spiaggia di Ammoudi, la più vicina e popolata sia per la sua bella acqua limpida che per la possibilità di praticare sport acquatici.

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La sera si colora di luce e chiacchiericcio, le taverne si riempiono, c’è un gran via vai fuori e dentro i negozietti, il tramonto fa da sfondo all’animarsi della città che, già dal primo pomeriggio, si riempie di musica.

Quella di Agios Nikolaos doveva essere la tappa che faceva da punto di appoggio per l’escursione giornaliera alla spiaggia di Vai, una delle più belle di Creta. Ma purtroppo dista molto (essendo a piedi e dovendo contare sui mezzi pubblici) e le agenzie che organizzavano escursioni in questa località hanno dei giorni precisi che non corrispondevano con le nostre esigenze quindi, con un po’ di amaro in bocca, abbiamo dovuto rinunciare ripromettendoci di tornare per riuscire a visitare questa meravigliosa spiaggia di sabbia caratterizzata dal suo mare profondamente azzurro e limpido.

Abbiamo ripiegato invece su Spinalonga, piccola isola situata all’imbocco del golfo di Mirabello.

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La sua storia ci ha colpito molto e ci ha molto suggestionato mentre percorrevamo le sue stradine sterrate: si narra che, dopo la costruzione della sua fortezza da parte dei veneziani e dopo il suo assedio da parte dei turchi, una volta libera Spinalonga venne usata dai Cretesi per sistemarci le persone colpite dalla lebbra che in quegli anni stava devastando l’isola. Ci fu un vero e proprio trasferimento e isolamento di queste persone tanto che, col passare degli anni, si era creato un vero e proprio villaggio dove i lebbrosi conducevano una vita quasi normale. Avevano il loro panificio, i loro dormitori, le loro case, una comunità a se al di fuori del mondo. Adesso il lebbrosario è ovviamente chiuso da molti anni e l’isola ormai disabitata è diventata un museo a pagamento con possibilità di visite guidate, ma camminando per le sue strade si può sentire addosso tutto il vissuto che racchiude.

Tornando indietro col piccolo battello che ci ha accompagnati in questa escursione, ci siamo fermati per un bagno veloce nella piccola baia di Kolokitha che mi ha subito stregata per la sua acqua da sogno anche se lo stretto pezzo di spiaggia era talmente affollata da stare quasi uno sopra l’altro.

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Prima di rientrare al porto poi abbiamo visto la grotta del pirata Barbarossa e siamo
passati vicino all’isola Kri-Kri, popolata dagli omonimi stambecchi tipici Cretesi.capra-immagine-animata-0007

La quinta tappa del nostro viaggio è Myrtos, piccolo minuscolo villaggio a circa 50 Km da Agios Nikolaos e punto d’appoggio per una notte prima di andare a Matala.

A Myrtos c’è pace! Il vento soffia il giusto e la tranquillità la fa da padrona sia sulla spiaggia che per i vicoli del centro.

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Matala, anche conosciuta come “la spiaggia degli Hippie”, mi è rimasta nel cuore. Pittoresca, colorata, concentrata e racchiusa tra le cave che la proteggono dal vento, è stato il luogo che mi è piaciuto di più in assoluto.

Quando siamo arrivati abbiamo subito notato il pavimento della strada principale ricoperto di disegni, moltissime bancarelle, tantissima gente che passeggiava per il centro e che inondava la spiaggia. C’è voluto poco per capire che c’era qualcosa nell’aria: il Matala Hippie festival! L’abbiamo beccato preciso nei giorni in cui soggiornavamo li ed è stato entusiasmante!!

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Matala è già molto bella di suo, ma con il festival in corso credo sia stata esaltata ancora di più la sua anima da “flower power”, le caverne illuminate poi sono uno spettacolo di notte ed è inutile specificare che anche la spiaggia con la sua acqua limpidissima ha fatto da contorno perfetto.

Siamo stati solo tre giorni, ma avrei voluto godermene altri trenta in quello scenario incantato…

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Settanta chilometri in taxi (dato che con l’autobus era più scazzo che altro) ed ecco raggiunta Plakias, l’ultima meta della nostra bella avventura prima di ritornare all’aeroporto di Chania e partire verso casa.

Plakias è una località turistica molto attrezzata e famosa per lo snorkeling, molto carino sia il centro che la spiaggia e ne abbiamo apprezzato l’atmosfera tranquilla anche se per noi è stata solo una toccata-e-fuga.DSCN3785.JPG

Il nostro hotel distava circa un km dalla spiaggia di Damnoni, bellissima e piena di ombreggiate taverne oltre che punto di partenza dei traghetti che portano alla vicina Preveli detta anche Palm Beach per la sua foresta di palme.

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Domenica 19 Giugno siamo partiti presto da Plakias verso Rethymno per poi raggiungere Chania e in seguito l’aeroporto. C’era un po’ di tristezza nell’aria, difficile da nascondere quando lasci un paradiso del genere per tornare alla tua vita di ogni giorno, alla tua routine, ai tuoi guai…

Adesso, dopo aver realizzato che anche questo sogno è finito e che dobbiamo tornare alla realtà, sembra che ogni cosa -anche la stanchezza, lo stress, le attese, i calcoli per gli orari dei bus, gli aneddoti poco piacevoli- sia capace di trasformarsi soltanto in un bel ricordo. Qualcosa per cui riderci su, un pensiero che ti percorre le braccia e ti fa venire la pelle d’oca.

A mente fredda sono più che soddisfatta di aver scelto quell’isola, Creta, come  meta del nostro primo viaggio itinerante, della nostra prima avventura in movimento, per il nostro regalo di anniversario…certo avremmo potuto fare scelte diverse e sicuramente abbiamo commesso errori da cui impareremo. Se tornassi indietro magari prenderei una macchina a noleggio, è più comoda, si viaggia meglio, non costa troppo e ti permette di avere più libertà…oppure farei soltanto due soste, magari una a Chania e una a Heraklion, approfittando delle escursioni organizzate dalle agenzie locali per vedere i luoghi di principale interesse.

Non lo so, so solo che tutta quella bellezza ti rimane negli occhi…occhi verdi, per l’appunto, baciati dal sole.

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